Rassegna storica del Risorgimento
CARLO EMANUELE III RE DI SARDEGNA
anno
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1939
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pagina
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611
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VARIETÀ, APPUNTI E NOTIZIE
UN PROGRAMMA FATTIVO DEL RE CARLO EMANUELE III
NEL PINEROLESE
Quale fosse il senso pratico e costruttivo di Carlo Emanuele III dal 1737 al 1740, cioè durante la tregua delle grandi imprese guerresche nelle quali il Re ebbe parte cospicua, si può desumere dall'esame delle carte che si conservano nell*Archivio della Città di Pinerolo, trascritte dall'Alliaudi.
Trattasi appunto di opere varie, destinate all'abbellimento delle valli del Pellice e del Chisone, e alla difesa della religione negli Stati Sabaudi.
In data 28 giugno 1737 il Re ordinava al marchese Fontana di Cravanzana. intendente della provincia di Pinerolo, di provvedere alla costruzione di una chiesa e di una casa parrocchiale in località Rorata, a vantaggio del pubblico senza che faccia caso l'esser odioso agli eretici il culto della nostra santa fede a cui la stessa opera deve servire . 112 aprile dell'anno successivo informava lo stesso intendente di provvedere alla parrocchiale di San Germano; con lettera del 2 aprile 1738 all'avvocato Giovanni Antonio Perucca, primo umziale delle finanze, poi intendente generale della Real Casa, si curava delle costruende chiese di Miradolo, Pramollo, Massello, San Giovanni.
Il 12 luglio seguente mandava ordini precisi al conte Bonaudo, Collaterale nella Camera dei Conti, perchè insieme con la riparazione alla parrocchiale di Villar Perosa si provvedesse in quel settore alla costruzione del cimitero; con nota del 21 marzo 1739 al Perucca, ordinava l'erezione di cappelle nelle valli di Lucerna e di San Martino per la propagazione della nostra santa religione; con altra lettera di ugual data al marchese Fontana stabiliva prestiti ai cattolici bisognosi, e mostrava di non trascurare i bisogni del culto in territorio di Praly e di Ghigo.
La lettera del 10 giugno 1739 riguarda i parroci che vanno e vengono dalla Frància; in quella dell'11 febbraio 1740 parla di acquisti di beni stabili nella zona di San Giovanni, perchè siano assegnati alle quattro parrocchie di Rorata, San Bartolomeo, Tanna e Villar Lucerna; il 3 marzo 1740 destina alcune somme alla parrocchia delle Porte e ne scrive al conte Bonaudo; il 20 aprile seguente interessa il marchese Fontana per un edificio al vicario del Sestriere; infine in altra jdel 20 aprile medesimo si indugia a considerare la necessità di una nuova chiesa a Rodoretto. In tutte le sue missive il Re vuole affidato ai sacerdoti, in ogni centro, l'insegnamento elementare. Pubblichiamo, non a caso, tra le lettere della connata raccolta, la missiva del 24 febbraio (1740, in cui si parla dell'assedio di Pinerolo nel 1693, e la missiva del 13 luglio 1740, che tratta del progettato nuovo ospizio a vantaggio dei cattolizzandi delle valli, su disegno dell'architetto Bernardo Vittorie, uno dei discepoli di Filippo Juvara. Il palazzo cui accenna il re Carlo Emanuele III è quello attualmente occupato dal R. Liceo e dal vico Collegio; sebbene cominciato a mezzo il 1740 non ebbe termine che verso il 1779, al tempo del re Vittorio Amedeo IV. Gli otti amministrativi** he abbiamo sommariamente descritti, recano la firma del re Carlo Emanuele, del