Rassegna storica del Risorgimento

OMBONI TITO
anno <1939>   pagina <619>
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Contributo alla biografia di Tito Omboni, ecc. 619
dimostravo l'età che avevo. Come ora non dimostro agli occhi altrui i miei 88 anni; nacqui nel 1826. Dopo la lettura dell'atto del nostro matrimonio il generale fu persuaso 1 Da Vercelli ci mandarono ad Alessandria di poi a Savigliano (184?- e qui lascio alla storia). Dopo la sconfitta di Novara vennero messi in aspettativa tutti i militali nuovi lombardi ed altri: questi lasciando armi cavalli e monture e da semplici borghesi sene andarono per i fatti loro... Noi andammo a Genova, girammo un po' la riviera e finimmo a Torino dove ci fermammo stanchi di vivere negli alberghi; vi prendemmo appartamento e fatto venire da Milano la madre di mio marito domestica e mobiglio vi ci accasammo. A Genova fungeva da Ministro il cav. Buffa che aveva per moglie una signora di Crema di nostra conoscenza e chiamò presso di se come segretario 1*Omboni ma con alcuni ordini nuovi mio marito dovette tornare a Torino. Qui allora si metteva il Dazio Consumo e mio marito vi fu impie­gato come vice Direttore; dopo un anno nominarono un loro piemontese e così si dovette sloggiare dall'appartamento che dava il municipio e cercarne uno a nostre spese.
Mio marito si mise a scrivere in diversi giornali: >' Unione diretto da Bianchi Giovisi, [in] un giornale ebdomadario diretto da De Cesaris. Faceva il sunto della Camera dei Deputati, ecc., ecc. Frattanto ci capitò di conoscere un certo Volpi di Trento e conoscendo fra noi e Volpi dei professori emigrati quasi tutti lombardi combinammo di scrivere un'enciclopedia di Storia Naturale; ciascuno aveva la sua parte e mio marito di più doveva rivedere anche la parte degli altri prima di darla alla stampa. Doveva uscire un fascicolo al mese; ne uscirono tre della grossezza di 3 centimetri; si facevano abbonati e sembrava una cosa buona e rie scibile; ma tutto ad un tratto Volpi non si vide più, ed era il Volpi che pagava scrittori e stampatori. A furia di ricerche si seppe che fu cacciato dal Piemonte come spia austriaca, w
Ora non restava a noi che cercarsi di meglio: venne fuori un posto di professore nel Collegio commerciale a Casale Monferrato ed eccoci a trasportarvi tutto (1859, e qui lascio alla storia). Prima che arrivasse il tempo degli esami Milano era libera degli austriaci; mediante l'aiuto dei piemontesi e dei francesi: allora mio marito corse a Milano lasciando il Collegio insalutato ospite con gran dispiacere del diret­tore cav. Rosolimi. Si recò a Milano forse per riavere il suo posto militare ma non potendolo avere si presentò al governatore Vigli ani cercandogli (sic) un posto qua­lunque purché fosse bastante a guadagnare il mantenimento per la sua famiglia. Il governatore risposegli: che pel momento non aveva che un posto nella Pubblica Sicu­rezza e Io mandarono a Treviglio col tìtolo di delegato. Egli doveva impiantare l'uffi­cio, mettere gli impiegati, comandare le guardie, ecc. appena questo fu terminato e che andava da poche settimane gli fu conferita la Croce di Cavaliere di Savoia. Io e
J) Alessandro Volpi dottore in veterinaria che scrisse varie monografìe di medi­cina; di sentimenti austriacanti ligio alla monarchia compilò una pubblicazione* per le nozze di Francesco Giuseppe I. Plagiò l'opera di Girolamo Andreis sull'Insurrezione tirolese del 1809. DeH'Omboni diretta al Volpi (Albergo del Leon d'Oro) esiste nella Biblioteca comunale di Trento una lettera del 18 febbraio 1856 (ms. n. 1999). L'Om-boni da Torino dice di avergli inviato dei programmi e Io prega di procurargli i fasci­coli dell'Enciclopédie du XIX siede mandati a Bergamo
Da ricerche cortesemente favorite dal Sopraintendeute del R. Archivio di Stato di Torino risulta che il Volpi direttore responsabile àeWEnciclopedia Economico-agricola-veterinariui espulso' dai R. Stati, varcò la frontiera di San Martino Ticino il 19 ottobre del 1856.