Rassegna storica del Risorgimento
OMBONI TITO
anno
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1939
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pagina
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625
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Libri e periodici 625
seguirli nella nascita, nello sviluppo e nella conclusione delle sue tendenze e delle sue forme.
Per compiere con sufficiente larghezza lo studio delle istituzioni politiche italiane e del loro funzionamento effettivo* per stendere cioè la vera storia costituzionale italiana, non si può evidentemente limitare l'indagine agli elementi uffici a li o legali delle costituzioni; occorre ricomprendere anche i fattori cxtralcgali, tollerati o proibiti, palesi o segreti. Questi hanno il grande pregio d'essersi spesso rivelati in istituzioni politiche spontanee e realmente attive, sicché la loro esatta nozione consente di delineare le Vere tendenze politiche espresse da un popolo* fin dal loro sorgere, come istituzioni di fatto, e di comprendere la ragione politica ed il rendimento delle istituzioni ufficiali, volute e regolate dalla legge. La storia costituzionale italiana, invero, non può essere condotta soltanto Bulla falsariga offerta dallo sviluppo degli organi costituzionali, per una ragione metodologica generale di questa disciplina e per una particolare propria alle condizioni politiche dell'Italia. La prima ragione s'è già accennata; la storia costituzionale non è fatta soltanto di articoli, di relazioni ufficiali, di regolamentazione degli organi costituzionali, ma risulta soprattutto formata dalle finalità che si sono perseguite con la particolare struttura dello Stato e dall'effettivo funzionamento degli organi costituzionali veri , di quelli influenti cioè, anche contro la lettera della legge costitutiva, sulla creazione e sulla manifestazione di volontà di uno Stato. Non bisogna infatti dimenticare che la storia costituzionale è anzitutto storia, cioè indagine e ricostruzione di quanto effettivamente è avvenuto, contro o secondo la lettera e lo spirito della costituzione ufficiale d'uno Stato; questa disciplina presenta il conto consuntivo, per esprimerci con un esempio, d'un ordinamento statale, come il diritto costituzionale ne è quello preventivo. Date queste premesse è ancor più. evidente che nel caso nostro, la storia costituzionale degli Stati italiani fino al 1860 e poi quella del Regno, richiede anche più che quella d'altre Nazioni, da tempo saldamente organizzate con istituzioni rispondenti ai reali bisogni della società, una esatta e scrupolosa considerazione dei fattori extralegali, spesso anticostituzionali e a volte paracostituzionali; poiché sono proprio queste coalizioni di interessi politici, organizzatesi immediatamente nella vita sociale del popolo italiano, senza battesimi ufficiali, ma con una piena e vibrante sensibilità delle esigenze e delle mete, per forza germinativa spontanea o per imitazione o stimolo estraneo, ad esprimere le tendenze costruttive d'una costituzione politica originale, ad indicarne le linee della futura sistemazione definitiva, ad influire a fondo nel funzionamento delle costituzioni esistenti. Proprio in Italia, dove più a lungo il potere ufficiale e legale fu distinto ed estraneo al potere naturale e di fatto a dove questo iato della costituzione politica si perpetuò colle più sorde incomprensioni e con funeste dispersioni di energia, è adunque necessario che la storia costituzionale venga impostata secondo questa realistica visione della materia d'indagine.
Ora, non v'fe chi non veda che per compiere quest'opera che ancora manca nella nostra letteratura giurìdica, la quale pure presenta notevoli contributi o profili, e che annovera anche una notevole e forte opera di assieme, la Stona costituzionale dal 1848 al 1898 di Gaetano Arangio Ruiz, è d'uopo aver prima esaminato partitaxneute il vastissimo materiale di studio. Un carattere proprio ha la storia costituzionale piemontese dal 1848 al 1898, che poi muta notevolmente coll'csten-sione dello Stato e coll'ingrcsso di nuove correnti politiche, le quali danno una diversa impronta al periodo successivo del Regno già pervenuto ad unità. Ma non dovrebbero venire trascurati gli esempi di vita costituzionale offertici dagli altri Stati italiani, sia per certi progetti di cartu costituzionale del tutto diversi dallo Statato uibertino, sia per la vitalità di certe istituzioni principesche o popolari, sia infine per le tendenze manifestatesi nelle varie popolazioni di partecipare al funzionamento dello Stalo. Carte costituzionali emanate o progettate, organi