Rassegna storica del Risorgimento

OMBONI TITO
anno <1939>   pagina <626>
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626 Libri e periodici
particolarmente importanti nelle corti d'Italia, parlamenti, partiti e gruppi politici, o quasi, e associazioni di varia indole formatisi nelle masse popolari, potere costituente, annessioni, sorgere e cessare di Stati, ecc., ecco alcuni oggetti di studio prelimi* naie per la storia costituzionale italiana. In questo senso apprezziamo e ci piace levare il notevole contributo dato dal Perticone, che ha studiato le forme attra­verso le quali dal 1860 al 1914 si è svolta la partecipazione del popolo alla vita statale italiana,
L'A, stesso precisa nella premessa che il suo libro è un contributo alla storia dei partiti politici e quindi in genere alla storia polìtica italiana del periodo indicato. Ma una compiuta storia dei raggruppamenti politici, se pure può stare a sé, è piena­mente intelligibile quando appunto sia intesa in funzione d'una storia costituzio­nale. I partiti mirano per loro naturale struttura allo Stato e al dominio dei suoi organi, sicché un'indagine sull'attività dei partiti non può mai essere completa se non quando comprenda anche la funzione politica assolta da essi nella vita nazio­nale e l'influsso esercitato sulla costituzione. In Italia, d'altronde, buona parte della vita dei partiti e, in genere, dei gruppi politici dopo la proclamazione del Regno. è nello stesso tempo la vita dei due organi collegiali del Parlamento. La storia dei partiti è storia costituzionale in questo periodo di grande decadenza nazionale, durante il distacco profondo delle istituzioni dal popolo e durante l'intorpidimento indifferente delle masse. La vita politica allora si sdoppia e si svolge su due piani diversi, il primo ufficiale e pubblico nella Camera dei deputati, e, in tono minore, nei Senato; il secondo si sviluppa tacito e fosco nel popolo incompreso, in modo quasi inconsapevole, e tratto tratto scoppia in bruschi risvegli ammonitori. Ma solo nelle due Camere si può dire che per lunghi decenni esista una lotta politica, senza èco però nelle masse inerti e lontane; solo i gruppi politici qualificati riescono ad esprimere con continuità la loro funzione, che s'esaurisce alla fine in un vacuo e sterile battagliare, cui il paese rimane sordo ed indifferente. Le classi dirigenti o politiche, i manipoli scelti e popò numerosi, che il Perticone preferisce ricomprendere nel termine di gruppi politici, danno in questo cinquantennio tutto ciò di cui sono capaci. Ma la grande guerra ne esaurisce la funzione e ripropone il problema della vita costituzionale italiana su nuovi termini.
La progressiva decadenza del sistema parlamentare viene acutamente sentita in questo periodo. Ma la diagnosi non è completa, perchè si dimentica di notare che altrettanto avveniva in tutta Europa. Il problema dei rapporti delle masse con le rappresentanze politiche non poteva evidentemente venir risolto entro le Camere. Né la destra, né la sinistra però scendono fra il popolo per curarne l'educa­zione politica, l'elevazione economica e la disciplina sociale. La redenzione politica del paese avrebbe dovuto venire accompagnata dalla redenzione civile. Ma questa fu dimenticata. Mazzini soltanto mirò alla dittatura, attraverso un apostolato fra il popolo. Gli altri gruppi ignorarono il popolo e sì accontentarono di rimanere delle elette, sicché spesso la lotta politica condusse a dittature di parte, più che ad una collabo­razione di partiti. Perfino il ritorno allo Statuto, patrocinalo da diversi uomini poli­tici, ha lo scopo di compiere la rivoluzione liberale contro i ministri, non contro l'autorità regia 1 II compito storico del la. sinistra era la formazione di un partito, l'elaborazione di un programma, l'organizzazione e la elevazione delle masse. Ma anche al Governo non riesce ad organizzare un partito, cioè non riesce a governare il paese. La lotta di masse organizzate Intorno a principi viene a mancare; e invece dèi partiti si formano i gruppi nel Parlaménto. Di conseguenza si doveva inevita­bilmente shoccare in. una lotta di classi, come mostra il seguito di sommosse che va dall'insurrezione dei Fasci siciliani all'occupazione delle fabbriche nel 1920.
In realtà alla destra od alla sinistra mancava non un programma di governo, ma un programma di partito. Ed il problema poteva e doveva venire risolto sol­tanto con l'alchimia parlamentare, fra i ver* gruppi; da questi, non si sa come, avrebbe