Rassegna storica del Risorgimento
OMBONI TITO
anno
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1939
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pagina
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655
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Vita dell'Istituto
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Venerdì sera dinanzi ed un numeroso e scelto pubblico convenuto nella salo, del Ridotto, il prof. Arnaldo Badili ha parlato di Una famiglia di patriota: i Liliali, i quali ebbero parte importante nei principali avvenimenti di Parma durante le lotte per il Risorgimento italiano.
In quella illustre famiglia la passione e la pratica della politica erano tradizionali, poiché nel secolo XVI e nei due successivi i Linati servirono fedelmente, come segretari e consiglieri, i Duchi di Parma ed ebbero in premio cospicui beni feudali e la corona comitale; ma nel secolo scorso, avendo preferito servire l'idea della Patria, ai guada gnarono persecuzioni e condanne.
Il conte Filippo Linati, dopo la caduta di Napoleone che aveva apprezzate e utilizzate le suo capacita, è lasciato in disparte dal governo di Maria Luigia; ma quando la Duchessa, in seguito alla rivoluzione del 1831, abbandona la capitale, i liberali di Parma lo nominano Presidente del Governo provvisorio. H Linati accetta questa carica piena di pericolose responsabilità, la quale gli frutta un grave processo per aperta e organizzata ribellione al potere esecutivo. Invece di fuggire, come la maggior parte dei suoi colleghi, affronta il giudizio si difende con serena dignità e viene miracolosamente assolto.
Suo figlo Claudio ha il tipico temperamento senza macchia e senza paura dei romantici cospiratori del '21 e del '31, ed è di gran lunga il più grande dei patriotti del nostro Risorgimento. Buon pittore, discreto poeta e prode soldato, combatte in Catalogna per la libertà di quel popolo e, posto al comando d'un corpo di volontari da lui armati, assalta, prende, difende e perde Leo de Urgel. Si salva valicando i Pirenei, ma viene condannato a morte. La seconda condanna gli è inflitta dal tribunale di Parma per la sua attività di carbonaro. Esule in Francia, in Belgio, in Inghilterra, al Messico, ridotto alla povertà in seguito al sequestro de' suoi beni, continua a cospirare per la redenzione dei popoli oppressi e specialmente per quella della sua Patria. Amico dei più noti liberali italiani e stranieri, organizza con il Menotti e il Misley una spedizione in soccorso delle sollevazioni della Romagna e dei Ducati.
U prof. Barilli, esaminando la produzione giornalistica del conte Claudio, pone in rilievo certi suoi giudizi sul carattere e sul comportamento politico degli Inglesi e dei Francesi, che collimano col concetto che attualmente abbiamo dovuto formarci su quelle nazioni democratiche, e trova alcune analogie tra le sue idee e quelle che un secolo dopo trionfarono nell'Italia fascista ed altrove.
L'attività del terzo Linati, Filippo, j umore, si svolse durante le guerre dell'Indipendenza e continuò con costante fervore nel periodo del consolidamento della unità nazionale. Fu poeta e uomo politico: come poeta, esaltò il valore dell'esercito italiano; come politico, rappresentò la sua città presso Carlo Alberto, Napoleone IH e Cavour. Nominato senatore del Regno, difese abilmente gl'interessi di Parma e della Nazione con la parola e con gli scritti, conciliando il suo fervido sentimento religioso con la sua devozione alla Patria e alla Monarchia. Tenne con onore e con felice attività altissime cariche amministrative politiche e culturali, e mori vecchissimo e quasi dimenticato nel 1895.
ROMA. - Il 18 marzo è stato iniziato, per cura del Comitato romano del nostro Istituto, il ciclo delie conferenze di propaganda e cultura dell'annata 1938 39XVII. In tale circostanza il Presidente della Consulto romana gr. uff. Giuseppe Ccccarelli ha inviato a S. E. de Vecchi il seguente telegramma: Inaugurando ciclo conferenze, oratore Stefano Chimica, questo Comitato invia V. E. distinti ossequi. S. E. de Vecchi ha risposto ringraziando e ricambiando il ben gradito salato.
Nell'ampia sala dell'Accademia di San Luca, gentilmente concessa il dottor Stefano Cbianea ha parlato su I combattimenti di Monlerotondo e di Mentana