Rassegna storica del Risorgimento
OMBONI TITO
anno
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1939
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pagina
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656
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'Vita dell'Istituto
nel 1867. Nel quadro dogli avvenimenti politici che precedettero la tragica vicenda garibaldina, il Chianea ha brillantemente illustrato l'azione militare eie storiche giornate nelle quali, pur nel risultato negativo, si afferma la genialità strategica di Garibaldi ed U valore di molti dei suoi gregari. La conferenza attentamente seguita da uno-scelto uditorio, fu salutata alla fi.no da calorosi applausi. Tra i numerosissimi presenti, notati il professor Romagnoli, vicepresidente dell'Accademia di San Luca, il vescovo monsignor Giordani, la Medaglia d'oro generale Pìzzarello, figlio di un eroico combattente alla presa di Monterotondo, la Medaglia d'oro Fanti, i generali Baldini e Paolino, i comm. Amici e "Vocino, direttori generali al Ministero della Marina, i colonnelli Girotti e Garretto dell'Ispettorato truppe alpine, e il comm. Giusti, aiutante maggiore del X reggimento alpini.
Altre importantissime conferenze su temi di viva attualità sì annunciano prossime: giacche, il Comitato romano intende, eoo tali adunate di pubblico, di allargare sempre più la cerchia dei cultori di studi sul patrio Risorgimento.
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TORINO. Il Gomitato conta attualmente 446 iscritti in regola con i pagamenti. La Consulta del Comitato è oggi così costituita: Presidente, aw. Giorgio Bardan-zellu; Vice Presidente, prof. Silvio Pivano; Segretario, prof. Luigi Madaro; Consultori: prof. Carlo Antonio Avena ti, conte dott. Gian Carlo Buraggi, senatore prof. Vittorio Cian, prof. Carlo Lago maggiore, R. Provveditore agli Studi, conte ing. Alessandro Orsi e il Segretario del Guf. Della Direzione culturale del Museo del Risorgimento è stato incaricato il prof. Luigi B ulferetti, al quale è stato affidato il compito di predisporre, in continuazione dell'opera svolta dal suo predecessore, prof. Adolfo Colombo, il materiale per l'allestimento delle sale che completeranno l'ordinamento del Museo, non appena saranno disponibili i locali ancora occupati in Palazzo Cari gnano dalla Mostra del Gotico e del Rinascimento.
Si pensa, intanto, di rendere sempre più accessibili agli studiosi gli importanti fondi che costituiscono l'Archivio del Museo, provvedendo alla compilazione di nuovi schedari atti a favorire l'utilizzazione delle raccolte documentarie, di autografi e stampe. Si sta pure procedendo al riordino e all'incremento della Biblioteca.
D'intesa con le autorità e con gli enti interessati, il Comitato si propone, inoltre. di procedere ad un censimento degli archivi privati e di registrarne e descriverne sommariamente la consistenza in apposito repertorio.
Il Comitato ha infine predisposto un corso di conferenze d'argomento storico e politico, chea stato inaugurato la sera del 4 marzo nell'aula magna della R. Università da S. E. Gioacchino Volpe, il quale ha parlato sul tema Corsica e Italia, tracciando con profonda dottrina e acutezza di indagini un quadro nitido e fedele della italianità del popolo corso.
Dopo aver rievocato in rapida sintesi la storia dell'isola prima del secolo XV III, S. E. Volpe si addentrava nell'esame delle vicende politiche e diplomatiche che condussero la Corsica sotto la dominazione straniera. Fremiti di libertà correvano da un capo all'altro dell'isola. Chiusa l'epoca dello baronie feudali e delle rivalità tra famiglia e famiglia, si era andata formando nell'isola una classe conscia dei propri diritti. I Corsi, che non volevano più sapere della dominazione genovese, si sentivano tuttavia italiani e, anche se vi era un forte partito che reclamava per la propria terra l'indipendenza, vi era peraltro chi pensava ad una possibile signorìa del Re dì Napoli, o chi guardava con un palpito di speranza al Re di Sardegna. Genova si sentiva impreparata ad una dura lotta per mantenere lo proprie posizioni e la diplomazia francese agli ordini del De Choiseul, non mancò di alimentare gli allarmi, rappresentando al Governo della Repubblica le difficolta della situazione e i pericoli. Ai Genovesi la mano abilmente tesa dal De Choiseul parve provvidenziale ed ossi chiesero senz'altro al Re