Rassegna storica del Risorgimento
OMBONI TITO
anno
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1939
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pagina
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657
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Vita dell'Istituto
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di Francia se fosse disposto ad intervenire per ristabilire la scossa autorità di Genova. A cose fatte, Genova avrebbe rimborsato Parigi delle spese sostenute ed il Re di Francia avrebbe ritirato le proprie guarnigioni.
Se il duca De Choiseul non avesse avuto al suo attivo altro titolo che l'aver saputo acquistare la Corsica alla Francia, egli potrebbe senz'altro passare alla storia come uno dei più fini e più accorti uomini di Stato. Riuscire, infatti, come egli fece, a circuire la Dominante, si da farsi chiedere come un segnalato favore di intervenire nell'isola per ristabilirvi l'ordine, apparendo agli occhi della sospettosa diplomazia europea sotto veste di amico disinteressato, disposto a togliere l'amico dai pasticci; e poi, col tempo il grande alleato della diplomazia d'antico regime sottrarsi all'obbligo di restituire il patrimonio avuto in amministrazione, può essere senz'altro considerato un capolavoro del genere.
11 patto fu stipulato con la riserva mentale della Francia di non osservarlo, come è dimostrato dal comportamento ufficiale fin dal primo momento dell'occupazione. Battuto Pasquale Paoli a Fontenuovo, la Corsica dovette acconciarsi, nolente, alla nuova dominazione.
Scoppiata la rivoluzione in Francia, la questione còrsa fu portata all'assemblea nazionale. Un deputato propose che l'isola fosse dichiarata dipartimento francese facente parte integrante del territorio nazionale e la proposta fu approvata. Vi fu una protesta di Genova e l'assemblea ebbe un momento di perplessità, ma Mirabeau tagliò corto dicendo che forse in linguaggio diplomatico Genova aveva ragione, ma l'assemblea non era luogo da linguaggio diplomatico e d'altronde Genova non era molto pericolosa...). Questo è il diritto storico della Francia sulla Corsica 1
La brillante e avvincente lezione, di così vivo interesse nell'attuale momento, fu seguita con la più viva attenzione dall'uditorio che affollava la sala ed accolta infine da calorosissimi applausi. Erano presenti con S. E. il Prefetto le maggiori autorità e gerarchie cittadine.
Parleranno successivamente il prof. Lagomaggiore sul Tramonto della Repubblica di San Marco, ed altri oratori. Chiuderà il ciclo S. A. R. il Duca di Pistoia, che si è compiaciuto di accogliere l'invito della Presidenza del Comitato a parlare su un argomento di attualità.
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UDINE. - In una delle sue ultime sedute la Consulta 'di questo Comitato ha ricordato la scomparsa della scrittrice Rina Larice (10 novembre 1938) alla cui operosità il Frinii deve utili pubblicazioni sul Risorgimento.
Rina Larice si dedicò fino dai primi anni della sua carriera d'insegnante allo studio del Risorgimento nazionale e indirizzò tutti i suoi lavori alla illustrazione della piccola patria che aveva presto dovuto abbandonare.
La storia del Risorgimento per lei fu rievocazione storica, ma con la precisa intenzione di continuare e di diffondere quegli ideali che mossero e sostennero gli uomini, con particolare predilezione per quelli che militavano nel partito d'azione.
La prima affermazione di Rina Larice si ha con la pubblicazione dell'operetta fi Friuli nel Risorgimento italiano che la Lega XX Settembre di Udine premiò quale vincitore del bando di concorso indetto nel 1902, per una monografia a carattere divulgativo sul Frinii nel Risorgimento. A distanza di un trentennio, il volumetto costituisce ancora l'unica storia completa del Frinii durante il Risorgimento italiano, ed e l'unico lavoro che può dare un sicuro orientamento per coloro che intendono di studiare il Risorgimento nella provincia di Udine. Ciò, anche, grazie ad una buona bibliografia.
Un altro notevole contributo alla storia del Friuli, dovuto alla Scomparsa, fu pubblicato nel volume di scritti storici che nel 1911 l'Accademia di Udine, curò pel