Rassegna storica del Risorgimento
SICILIA
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1939
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pagina
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667
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La Sicilia agli inizi del secolo XIX 667
ai nostri giorni,1) ma ai primi del sec. XIX il problema era giunto ad uno dei punti più cruciali tanto che per lenire le sofferenze della popolazione lo Stato doveva acquistare all'estero, ad alto prezzo, il grano e rivenderlo poi nei due regni con perdite enormi. Indagatori, studiosi non erano dunque mancati; toccava ora agli uomini del Governo realizzare l'opera dei teoreti. Prowedimeuti erano stati presi ancora nella seconda metà del sec. XVili, ma quali!
Verso il 1760 venne stanziata la somma ingente di 100.000 onze, pari a lire 1.275.000, pomposamente chiamata colonna frumentaria 2) per sopperire ai bisogni dell'annona. Nello stesso torno di tempo fu decretato che la terza parte del raccolto annuale del grano venisse immagazzinata per eludere i dolorosi effetti delle carestie divenute troppo frequenti. La colonna frumentaria si prestò mirabilmente ad essere dilapidata e il deposito della terza parte servì ad elevare i prezzi del cereale, a causare talvolta perdite ingenti e dolorose, e a favorire l'illecita speculazione.
Provvedimenti più logici furono presi dopo la menzionata fioritura degli iscritti d'indole agricola e l'avvento di Domenico Caracciolo al governo vicereale. Nel novembre 1781 era concesso ai vassalli di poter lavorare la terra anche fuori del territorio dei rispettivi feudi. Con questo decreto un grave colpo si minacciava all'ordine sociale dei tempo: uno dei più saldi cardini del feudalesimo sarebbe stato divelto, portando un vero rivolgimento nell'isola, se per parte del proletariato delle campagne si fosse proceduto su vasta scala alla sua applicazione.
Cattedre di agricoltura furono istituite all'Università di Palermo, dove iniziò le sue lezioni lo stesso Balsamo, di Catania, e, a esaudire i desideri del Lanza, si concedevano nel 1787,1788,1789 in enfiteusi terre di regio patronato e comuni, incitando con l'esempio i feudatari laici ed ecclesiastici.
Tali provvedimenti di importanza capitale presi rapidi in breve spazio di tempo avrebbero dovuto far risentire un effetto benefico nel giro di diversi anni, trattandosi di rimuovere una situazione da secoli fissatasi in rigide linee, di scuotere la diffidenza dei contadini, di superare le difficoltà presentatesi specialmente per l'opera di censuazione dei fondi dei comuni, che non tutti poterono essere segnalati,s) e sopra tutto di combattere la tenace ostilità dei feudatari, prelati e baroni
1) PASQUALE VJMÌAJRI, L'inchiesta sui Metsogiorno, in Storia, politica, istruzione,
Milano, 1914.
*) L. BIANCHINI, Della storia oconomico-civllo di Sicilia* Palermo, 1841, p 226 ) L. GBWUAHDI, op. cit voi. VII, p. 57.