Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA
anno <1939>   pagina <670>
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Antonio Noto
sono rappresentati, secondo il Meli, da notai, procuratori e avvocati tutte persone inutili, che il poeta vorrebbe, insieme agli altri numerosi e svariati parassiti della città, venissero trascinati a popolare e a lavorare le campagne.
Le città presentavano ancora, avanzi arrugginiti di medioevo, gli antichi collegi delle arti o maestranze con i loro vecchi ed intransigenti statuti.
H collegio, che godeva della personalità giuridica, mirava ad esercitare il monopolio *) assoluto dell'arte professata, monopolio che, oltre colpire l'economia della nazione, eliminando ogni embrionale concorrenza, portava alla servitù dell'individuo addetto al lavoro dell'arte.
I regolamenti vietavano in modo assoluto agli operai dei collegi di potere esplicare privatamente attività alcuna, e questo sistema ves­satorio in Sicilia contrastava con quanto accadeva nello stesso tempo nel Regno d'Italia dove il lavoro a domicilio, nei primi anni del sec. XIX, aveva assunto un notevolissimo sviluppo. 2)
Gli operai erano retti dispoticamente dai maestri, questi a loro volta dipendevano dai consoli che esercitavano sui collegi poteri illimi­tati, giudicando delle contese sorte in seno ad essi e applicando pene pecuniarie e corporali. Lo spirito di questi sodalizi era religioso: ogni collegio doveva dei tributi alla parrocchia e non mancava d'un santo patrono. Inoltre, avendo il Governo mancato sempre di forze armate regolari, ad essi era affidato il compito della pubblica sicurezza. Note­vole era stata dunque l'importanza e lo sviluppo dei collegi,3) ma verso la fine del secolo erano in piena decadenza: Domenico Caracciolo, nemico di quanto sapesse di odore feudale, ne soppresse un gran numero e dopo la restaurazione furono del tutto aboliti.
L'isola ci presenta dunque un insieme di organismi e di istituzioni medioevali: vi si nota ancora fiorente, malgrado violenti attacchi di alcuni viceré, una feudalità che si orna dei suoi soliti privilegi, una massa di vassalli oppressi e disprezzati, un clero numeroso e possente, un esercito di legali, delle arti esercitanti un prepotente monopolio, non un sistema di leggi ben determinate ma un'anarchia di norme che rende effimero, ridicolo l'esercizio della giustizia, e nessuna capacità
1) G. PiTftf;, op. alt., voi. I, pp. J19, 124.
2) EOCÈNE TAHLÈ, Le lilocus Continental et le Royaume 'StitSt Paris, 1928, pp. X, XI, 78.
Secondo il Pltre, op. cit.; voi. I, p. 118, i collegi in Palermo orano 74 nel 1773.