Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA
anno <1939>   pagina <671>
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La Sicilia agli inizi del secolo XIX 671
amministrativa. Sulla sommità di questo insieme si trova l'antichi?* simo Parlamento con i suoi tre bracci: nobiliare, ecclesiastico e dema­niale. Suo compito era quello di gravare imposte sul popolo e inceppare il potere esecutivo. L'atteggiamento di critica e di controllo che il Parlamento siciliano esercitava sul sovrano è degno di rilievo se si considera il momento di pieno assolutismo in Europa. In Sicilia dunque il monarca vedeva forse limitata la propria azione da un'assemblea costituzionale ?
La Costituzione siciliana fu promulgata nel 1286, ottant'anni dopo quella inglese, nei Capitoli di Federico II d'Aragona, pei quali si può affermare, dice il Palmieri, quello che David Hume affermò per la Magna Charta, che contengono, cioè, tutte le prime linee di un governo legale e provvedono all'eguale distribuzione della giustizia e al libero godimento della proprietà. Ma un cammino ben diverso avevano seguito rispettivamente le due costituzioni. E quale era la loro fisionomia alla fine del sec. XVIII?
Nel giugno 1821 alla Camera dei Comuni lord Castlereagh affer­mava che la Sicilia non aveva mai avuto un governo rappresentativo. L'affermazione del ministro inglese induce Nicolò Palmieri a scrivere il suo saggio per far conoscere al mondo di quali luminosissimi diritti i Siciliani sono stati spogliati 2) e irrita Michele Amari 3) che chiama bugia solennissima la frase del lord.
Che cosa era stato dunque questo governo rappresentativo nel corso dei secoli? La rappresentanza non fu mai intesa certo in senso democratico perchè lo dice il Palmieri stesso l'autorità del principe era in Sicilia limitata senza che il popolo fosse libero e d'altra parte sarebbe difficile determinare quali luminosissimi diritti i Siciliani abbiano perduto nel 1815 quando vennero privati della vecchia Costituzione.
I bei giorni della Sicilia si legge nel saggio sparirono col ' prò' Federico II . Dunque morto colui che aveva concessa la Costitu­zione cominciano, un po' troppo presto, giorni brutti per la Sicilia e che durano lungamente. H Parlamento diventa bentosto una riunione di nobili e prelati e quei sindaci che rappresentano le città demaniali non vi portano certo la voce del popolo che giace per secoli nell'oppressione.
i) .NICOLÒ PALMIERI, Saggio statica-politico sulla costituzione di Sicilia, Po-II-IIÌKI, 1848, p. 37.
z) NICOLÒ PALMIERI, op. eil.: Dedica al Parlamento della Gran Bretagna. s) MICHELE AMARI, Tntrodusfane al saggio di N. Palmieri,