Rassegna storica del Risorgimento

PEPE GABRIELE ; COLLETTA PIETRO
anno <1939>   pagina <677>
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Le note di Gabriele Pepe alla Storia del Colletta 677'
dallo storico. Non sapeva persuadersi come non fosse rimarcata e visibile la perizia del capitano in una giornata che offriva operazioni distinte: cioè due cariche poderose che sfondavano il centro dell'esercito nemico, e l'altro non meno capace ad appalesare la mente ed il disegno del capitano, cioè la pronta raccolta in massa del maggior nerbo de* battaglioni per preponderare sull'ala sinistra del nemico *).
Venuta alla luce l'opera, il Pepe ne diede il seguente giudizio, che trascrisse sull'esemplare della prima edizione di sua proprietà:
Storia scritta con sdegno pia di sventura che di virtù; inesattissima e falsa in molti luoghi; troppo acremente sentenziosa e severa sovra molti fatti ed uomini; troppo parzialmente mite e tacita sovra altri meritevoli di più. censure; frequentemente e cmtr adi 11 o ri a ; storia, infine, in cui i difetti superano i pregi.
Ed inoltre appose le seguenti note nello stesso esemplare.
A proposito del duca della Torre e di Clemente Filomarino, che il Colletta {Storia, HI, 43) aveva detto posti sopra roghi e arsi vivi con gioia di popolo spietato e feroce, e delle altre stragi compiute dalla plebe napoletana all'avvicinarsi dei Francesi nel gennaio 1799, osservò: Furono fucilati e non arsi vivi, e furono le sole vittime immolate dal popolo. Tutto il resto delle stragi che lo storico narra, è favola .
Al paragrafo 2 del quarto libro notò che Carlo Laubert era de' Somaschi, non degli Scolopi; che lo Champìonnet non abitò a Na­poli la già casa de' re, ma il palazzo di Acton; che intorno agli alberi della libertà , piantati nelle piazze della città, si ebbero calde orazioni, danze sfrenate, giuramenti, ma non nozze.
Sempre nel libro quarto, negò che il Rodio avesse combattuto negli Abruzzi alla testa dei borbonici nel 1799, perchè, calabrese, allora fu in Calabria con Ruffo (Storia, IV, 11); e disse favola il rac­conto dei Corsi che in Paglia si sarebbero finti rispettivamente duca di Calabria, fratello del re di Spagna, duca di Sassonia (ivi, IV, 13).
Fece varie osservazioni sulla descrizione della battaglia di Marengo e concluse:
Tutta questa descrizione della battaglia sarà forse romanzo, poesia,favola, tutto ciò che si vorrà, ma al certo non è storia, e pare scritta dal piti antimilitare, dei fanti (Storia, V, 17).
Non approvò le lodi tributate al Macdonald per la sua condotta durante la campagna del 1800: Macdonald non fece nulla, attesoché, invece di uscire dietro le spalle di Bellegarde, come doveva, usci inu­tilmente dietro l'ala sinistra di Brune (Storia, V, 20).
i) XJQ racconta il Colonna, per il quale cfr. la citata raccolta di notizie di G. Jannone.