Rassegna storica del Risorgimento
PEPE GABRIELE ; COLLETTA PIETRO
anno
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1939
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pagina
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679
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Le note di Gabriele Pepe alla Storia del Colletta 679
Appose due note al paragrafo 18 del libro nono. Quanto alle accuse dal Collètta mosse al Borrelli, osservò: Queste cose contro il Borrelli perchè gravissime meriterebbero pruove e dimostrazioni. Cosi commentò il brano dedicato al Parlamento : Tutto questo passo è favola.
Altre due note dedicò al seguente paragrafo 23. Negò che il Nicolai
fosse tra i deputati moderati, come aveva affermato il Colletta: Era
il più furioso de' demagoghi ed il peggiore degli scrittori ideologi.
E quanto alla mediazione che la Francia avrebbe offerta e il Governo
napoletano avrebbe rifiutata:
Non fa mai offerta e quindi non potè essere rigettata. Quando il ministro ne parlò come di cosa sperabile, il Parlamento rispose: che essa sia officialmente offerta, ed allora se ne parlerà.
Così commentò le pagine dedicate al messaggio del re ed alle discussioni che suscitò nel Parlamento:
Tatto il pezzo del fatto del messaggio è inesattissimo. Tutto il Ministero portò il messaggio al Parlamento; la sedizione de' quaranta deputati è favola inventata da Carrascosa nelle sue Memorie la sessione fu grave e solenne senza grida e minacce. L'accusa del Ministero per l'attentato alla giurata costituzione è, non si sa perchè, omessa dall'isterico. H Parlamento non avea mandato e potestà di cangiar la costituzione. Indi fu fedele a' suoi doveri ed al giuramento. Il Parlamento inoltre fu allora felicitato da tatti, da nazionali e da stranieri, lasciando partire il re, onde non più si dicesse dalla Santa Alleanza che il monarca era in istato di coazione, e non libero. Lo storico ha scritto un romanzo (Storia, IX, 25).
Ed infine respinse le seguenti affermazioni del Colletta sulla condotta dell'esercito negli ultimi giorni di vita del regime costituzionale:
Ne derivò che le milizie, non trattenute dal dovere, non dal timore, trasmodarono ne' maggiori delitti, minacciavano i capi come impedimenti alla fuga, guerreggiavano contro i compagni ancora fidi alle bandiere,uccisero parecchi uffizioli, molti più ne ferirono, scaricarono le armi su i generali e sul generale supremo Carrascosa (Storia IX,34).
Il Pepe così notò:
Questo fatto è falso. Carrascosa lo asserì nelle sue Memorie per coprire il suo tradimento. La Storia dovrebbe dirne qualche cosa, poiché lo storico ammise più volto con chi scrive che Carrascosa fu traditore della Costituzione per ammendare e riscattare il tradimento fatto al re, non combattendo o fugando il primo drappello di costituzionali sul Volturno.
Faremo soltanto poche osservazioni su queste note. Non di rado, le correzioni di dati di fatto sono inopportune. Carlo Lauberg fu effettivamente scolopio.x) Per le avventure pugliesi dei
i) cfr. B. CROCE, La vita di un rivoluzionario in Lo Critico, XXXII, 4, 20 luglio 1934, pp, 254 sgg.