Rassegna storica del Risorgimento
PEPE GABRIELE ; COLLETTA PIETRO
anno
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1939
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pagina
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681
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Le note di Gabriele Pepe alla Storia del Colletta 681
fossero tali per favore, e non per servigi militari . In Ispagna avevano combattuto il Pignatelli, ora comandante della divisione di fanteria della Guardia, Michele Carrascosa, nel 1815 preposto alla prima divisione, i marescialli Luigi d'Aquino é Guglielmo Pepe; in Russia nel 1812 il maresciallo Francesco Pinto marcheèe di Giuliano e poi principe d'Ischi-tella; in difesa della ritirata di Napoleone nello stesso anno i marescialli Ferdinando Sambiase principe di Campana e Lucio Caracciolo duca di Roccaromana; in Danzica nel 1813 il maresciallo Raffaele de Gennaro; ed in varie campagne napoleoniche Giuseppe Lechi, *) ora comandante della terza divisione.
Di maggior interesse sono le osservazioni sul libro IX della Storia, dedicato al reggimento costituzionale del 1820-21; tuttavia anche queste lasciano molto perplesso il lettore, o devono essere respinte. Senza dubbio il Colletta non diede le prove delle accuse che mosse a Pasquale Borrelli, forse si lasciò trasportare da sentimenti personali, 2) certamente diede al Borrelli la possibilità di rispondergli ampiamente, se non esaurientemente. 3) Ma la stessa condotta del Borrelli prima e dopo il 1820 autorizzò i sospetti che si nutrirono sul suo conto, anche se ingiustamente; e lo stesso Pepe non credette di poter respingere le accuse senza discussione. Il nostro giudizio sull'attività politica del Parlamento napoletano è molto più vicino a quello dato dal Colletta, che non a quello pronunziato dal Pepe, il quale fece parte dell'assemblea e non fu tra i più moderati ed i più avveduti dei suoi componenti. *) Per quanto si riferisce alla mediazione offerta dalla Francia ed all'atteggiamento del Parlamento di fronte al messaggio del re ed alle proposte del Governo di Luigi XVIIJ, ormai abbiamo esaurienti raccolte di documenti e vasti studis) che c'informano minutamente sullo sviluppo di quegli avvenimenti. Senza dubbio, e non sempre con mezzi onesti, il Ministero molto si adoperò per conquistare alle proprie proposte l'approvazione, o sedizione , della maggioranza dei deputati; 6* il Parlamento, come già aveva fatto e come farà anche in seguito, non riuscì a concludere nulla di serio e di utile; la sessione , nella quale prese in esame la domanda del re e che fu tutt'altro che grave e solenne, fini per essere
i) Cfr. N. CORTESE, Memorie, L, CCXL ggg.; e V Esercito napoletano rit., passim. 2) cfr, jvf. CORTESE, La condanna e l'esilio di P. Colletta cit., pp. 165-66. .<>) cfr. N. CORTESE, Saggio di bibliografia eoUettiana eh., pp. 59-61.
4) Cfr. N. CORTESE, Il Governo napoletano e la rivoluzione siciliana nel 1820-21,
Messina, 1934, passim.
5) Cfr. spedai meri (e A. ALBERTI, La rivoluzione napoletana, il suo Parlamento e là reazione europea, in Ani del Parlamento delle Due Sicilie, IV.
6) Cfr. N. CORTESE, II Governo napoletano, p. 221.