Rassegna storica del Risorgimento

PEPE GABRIELE ; COLLETTA PIETRO
anno <1939>   pagina <682>
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un'accademia di vuote parole; ed opponendosi con speciosi pretesti ad una riforma della costituzione, che era stata domandata dalla Fran­cia e che avrebbe potuto migliorare le relazioni tra le Potenze reazio­narie e Napoli, l'assemblea arrecò irreparabili danni alla causa che di­fendeva. Al riguardo particolarmente interessante sarebbe un confronto tra le pagine del Colletta e la narrazione che degli avvenimenti di quei giorni fece il cronista De Nicola.J)
Infine, del tutto prive di fondamento sono le accuse mosse dal Pepe al Carrascosa: egli non tradì il re nel luglio 1820 favorendo la rivolta carbonara, al massimo fu debole ed incerto, al pari del Nugent che avrebbe dovuto dirigerne la repressione; 2) non tradì la Costi­tuzione nel marzo 1821, quando il suo corpo d'armata si disciolse prima ancora di scontrarsi con l'esercito austriaco, che, com'è noto, ben altre furono le ragioni della triste disfatta;3) e non mancarono neppure i dolorosi episodi ai quali il Colletta accennava e che il Pepe negò con troppa leggerezza. Il 17 marzo 1821 dal quartìer generale di Casalanza il Carrascosa scriveva al Colletta, ministro della Guerra:
Dalle annesse copie può Vostra Eccellenza giudicare dello spirito delle troppe. Se tale inconcepibile defezione contanna, ben presto la guerra sarà terminata per man­canza di combattenti. Inoltre devo col più gran cordoglio rapportare a Vostra Eccel­lenza che i militi della provincia di Napoli lasciati di guarnigione in Montecassino hanno ammazzato il loco capitano Fusco e sono tutti disertati. Immagini la mia posizione e rifletta più di tutto alle successive funeste conseguenze. *)
E lo stesso giorno, sarcasticamente, Carlo Filangieri: Dopo la rige­nerazione politica dovuta al gran Pepe ed ai prodi di Monteforte, i generali napolitani non rischiano di morire altrimenti che per le mani dei loro soldati, giacché il nemico non possono giungere a vederlo né anche col cannocchiale .
In realtà, le note apposte dal Pepe alla Storia non giustificano il suo severo giudizio complessivo sull'opera e non meritano le lodi che ad esse tributò il Tommaseo.
NINO CORTESE
i) DE NICOLA., Diario, III, 228 sgg.
2) Cfr. N. CORTESE, JZ generale Vito Nunziante e la rivoluzione napoletana del 1820, Benevento, 1930.
8) Cfr. L. BLANCH, Memoria tagli avvenimenti dal Regno di Napoli al 1821, ms. in R. Deputazione napoletana di storia patria. Scritti di L. Blanch, voi. ni.
4) R. Archivio, di Stato di Napoli, Casa Reale, voi. 1801.
5) Ivi.