Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno
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1939
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pagina
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683
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I TENTATIVI DI MEDIAZIONE ANGLO-FRANCESI DURANTE LA GUERRA DEL '48
DAI DOCUMENTI DELL'ARCHIVIÒ DI STATO DI VIENNA
Già nell'estate del 1847 il Mettermeli che presentiva, quasi per istinto, lo scatenarsi della tempesta nazionalista e liberale in Europa ed in Italia, aveva cominciato a cercare di preparare il terreno europeo alla lotta di intransigente repressione, che si proponeva di sostenere. Col dispaccio del 2 agosto 1847 alle corti di Parigi, Londra, Berlino e Pietroburgo il capo del Governo asburgico cominciava a ripararsi dietro alle più comuni bandiere della politica conservatrice di allora allo scopo di réunir ces Cours à la nò tre sur la base des traités existents et des délimitations territoriales placées sous leur ègide , come egli stesso dice in un altro dispaccio. Nel coro unanime di solidarietà con cui risposero a tale dispaccio i Governi di Parigi, Berlino e Pietroburgo, unica nota stonata era quella del Palmerston il quale, pur con molte belle parole, si faceva fin da allora mentore indesiderato della politica austriaca in Italia, consigliando il Governo austriaco di avviarsi sulla via della concessione invece che su quella della repressione, insistendo sulla necessità di riforme a sfondo liberale e costituzionale.
I consigli che il Palmerston si permetteva di dare a più riprese al Governo austriaco avevano in fondo un buon fondamento nell'esatta intuizione dell' inevitabilità di una reazione violenta, dei popoli al principio dell'assolutismo in Europa, e soprattutto nel vecchio impero austroungarico. Su tale intuizione basa il Palmerston la sua politica nei riguardi dell'Italia, politica che, se non raggiungerà subito gli effetti desiderati, riceverà parecchi anni più tardi conferma dai fatti.
B. problema che si presentava alla politica inglese in vista di un colpo all' influenza austriaca in Italia era quello di evitare che tale influenza passasse in mano della Francia. Tale passaggio infatti avrebbe dato alla Francia una posizione tale nel Mediterraneo da compromettere seriamente la posizione di privilegio che l'Inghilterra si era conquistata su quel mare e che rappresentava un interesse vitale nel suo impero. La prima soluzione che si prospettava al problema italiano visto alla luce degli interessi inglesi era quella di assecondare l'evolversi della politica interna dei singoli Stati italiani in modo da evitare ogni attrito violento che potesse portare alla guerra, poiché il Palmerston
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