Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <688>
immagine non disponibile

688
Vittorio Barbieri
verso il Governo rivoluzionario e di lasciare intendere che il riconosci­mento legale del nuovo stato di cose in Francia non si sarebbe fatto attendere appena il Governo repubblicano avesse assunto forma stabile.
Anche la prova dei fuoco per le intenzioni pacifiche della Francia, e cioè lo scoppio della guerra in Italia, contribuì a rassicurare il Pal-merston in. merito a tali intenzioni. Di fatto molte circostanze si oppo­nevano alla possibilità di un intervento francese in Italia soprattutto in quei primi tempi di guerra. Prima di tutto la situazione interna della Francia si trovava tormentata da una forte crisi economica e di organizzazione e nemmeno dal punto di vista militare poteva dirsi molto solida. In secondo luogo era la volontà, del Governo piemon­tese e soprattutto di Carlo Alberto che si opponeva a tale intervento in proprio aiuto perchè Francia voleva dir repubblica e perchè era ben noto il grande interesse che la Francia aveva per la Savoia. In terzo luogo era 1* Inghilterra che premeva con tutto il suo peso a Parigi perchè l'intervento fosse evitato.
D'altra parte i fatti d'arme nella prima fase della guerra, decisa­mente favorevoli al Piemonte, non potevano offrire alcun pretesto né appiglio ad un eventuale intervento francese.
La relativa tranquillità che sembrava ispirare l'atteggiamento del governo rivoluzionario francese permetteva al Palmerston di valu­tare la questione italiana con maggiore serenità, e in tale valutazione egli doveva necessariamente tener conto di quell'elemento chj3 fu di fatto il vero coefficiente determinante degli avvenimenti di quegli anni d'Italia: la forza della rivoluzione e dei suoi combattenti.
Ora non vi è dubbio che in quei primi tempi i fatti sia politici che militari nella penisola parlassero ad incondizionato favore del trionfo della causa della libertà d* Italia, soprattutto se collegati alla situazione interna dell'Impero austriaco.
Si delineava cioè l'eventualità, anzi la probabilità dell'espulsione totale o parziale dell'Austria dalle sue provincie italiane e l'Inghilterra non poteva restare indifferente di fronte a tale eventualità che sarebbe venuta a mutare radicalmente la situazione politica di un paese mediterraneo per eccellenza.
In tale circostanza il Palmerston si convinse che la miglior solu­zione inglese al problema italiano consisteva nell'assecondare quello che sembrava il corso naturale degli eventi, diretti all'allontanamento dell'Austria dai suoi domini italiani, favorendo però contemporanea­mente il sorgere di un forte regno nelT Italia settentrionale, regno che sarebbe dovuto risultare dall'unione della Lombardia e forse anche