Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
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1939
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Vittorio Barbieri
oggetto di protesta. A proposito dell'alta meraviglia manifestata dal-
l'Ambasciatore austriaco per il fatto cke il Governo inglese non ha avuto neppure una parola di biasimo per l'intervento piemontese in Lombardia, mentre aveva posto come casus belli l'eventuale intervento dell'Austria in un altro Stato italiano, risponde il Palmerston:
Qu'il n'approuvait nullenient la revolution prise par le Roi Albert mais qu'il l'expìique par les embarras de sa situation et da danger inuuinent de l'établissement de republìques Lombarde et Sarde et de la perte de sa couronne en cas -de refus à participer à la croisade italienae.
Quanto poi al progetto di Regno Lombardo-Piemontese che era trapelato dalle parole del Palmerston questi lo spiega dicendo
qu*il n'avait parie de l'éventualité d'un royaume Lombardo Sarde que cornine d'un cas hipotetique, mais que, sans donner son appuis à une combination qui ne pouvait ètte que le résultat de l'epression de la volonté nationale dans nos provinces insurgés, il voyait pour l'Europe dans la réalisation de ee projet plus de garanties de txanquillité et de paix que ne roffriraient la creation d'une ou de diverses repubbliques italiennes.
Tali ed altri simile parole non potevano certamente riuscire gradite all'Ambasciatore austriaco, e alle sue vivaci proteste, il Palmerston oppone fino da allora quelle che saranno le ragioni fondamentali portate in tutte le trattative a favore del Piemonte:
je doute, egli dice, que vous puissiez jamais parvenir à pacifier et à gouverner paisi-blement des provinces où une haine nationale si implacablc s'est prononcée contro vous, et vous risquez, en continuant la guerre, d'attirer sur votre sol une armée auxiliaire francaise.
Appare fino da allora quella minaccia d'intervento francese che sarà l'arme su cui giocherà più tardi il Palmerston per costringere l'Austria vincitrice a cedere nella questione italiana. Arma spuntata però perchè l'Austria sapeva bene che il primo a temere tale intervento e " a non volerlo a nessun costo era proprio il Palmerston.
Ad ogni modo dopo questi preludi veramente poco amichevoli si venne a discutere la richiesta d'intervento diplomatico inglese in Italia; la richiesta, per espresso desiderio del Palmerston, fu messa per iscritto e questi assicurò che avrebbe dato ordine ai suoi inviati a Torino e a Milano perchè si favorisse l'iniziativa austriaca e si facesse pressione sui governi italiani in favore delle proposte di pace portate dal conte Hartig. Non era però difficile comprendere come nessun successo avrebbero potuto avere tali tentativi di pace presso gì' Italiani, ormai