Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
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1939
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697
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I tentativi di mediazione anglo-francesi durante la guerra del '48 697
dato che la guerra continuava con successo dei Piemontesi, e dato che il Governo di Torino aveva formalmente declinato fin dai primi di maggio qualsiasi aiuto francese, il Lamartine poteva nel discorso del 24 maggio ali'Assemblea proclamare:
qu il avait été réunie aux pieds des Alpes une Arraée prète à voler, au besoin, au secours des gouvernements Italiens en guerre avec PAutriche mais que ces gouver-nements, loin de réclamer le concours de la France, l'avaient formelment refusé et qu*au surplus et quoqu*il arrivàt la Republique Framjaise ne soulfrirait jamais que P Italie retombe sous le joug qu'clle a BÌ glorieusement secoué
rimandando così la questione dell'intervento al momento in cui si verificasse l'eventualità del successo delle armi austriache e mettendo per il momento a tacere l'opposizione.
E soprattutto da quando il Ministero degli Affari Esteri passa nelle mani del Bastide, il 15 maggio, che si nota nel Governo francese una tendenza spiccata a una politica prudente e tranquilla, dettata anche dalla situazione interna che si trova in uno stato di agitazione assai grave per l'azione dei partiti di estrema sinistra e dei bonapartisti e che è assai peggiorata dopo che si è delineato il fallimento deciso dell'affare degli Ateliers Nationaux.
D'altra parte i continui successi dei Piemontesi e le tendenze di unione al Piemonte che si andavano affermando nelle provincie italiane liberate impensierivano molto i governanti francesi i quali non potevano certo assistere con piacere al sorgere di un forte stato italiano ai propri confini. Cosicché la guerra in Italia poneva al Governo francese prospettive poco gradevoli sia che tale guerra portasse alla vittoria definitiva del Piemonte sia che le sorti si invertissero portando al successo delle armi austriache, nel qual caso ben difficilmente il Governo, avrebbe potuto sottrarsi agli obblighi assunti per l'indipendenza d'Italia, dietro la spinta dell'opposizione interna.
È perciò che il Bastide si decide ad interporsi per Cercare di far cessare la guerra in Italia, cogliendo il momento in cui le trattative tra Austria e Inghilterra sembrano decisamente chiuse con il fallimento della missione Hunimelauer. Il Bastide sperava con ciò di divenire l'arbitro nella questione italiana facendo pesare sulla volontà dei governanti piemontesi la forza delle sue truppe ai confini italiani, in modo da far cessare la guerra ed a evitare un eccessivo ingrandimento del
Piemonte.
Non credo' infatti debba attribuirsi a semplice coincidenza il fatto che contemporaneamente al passo del De La Cour presso il Governo imperiale, venisse presentato, il 18 giugno, all'Assemblea Nazionale un