Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <699>
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I tentativi di mediazione anglo-francesi durante la guerra del '48 699
' parla di separatimi, et indipendence de la Lombardie. Nota infatti il Bastide, secondo la relazione del Thom, che
le Gouveraemenl Francois verrait des graads incoiivenients et des grands dangers pour l'état politique du midi de l'Europe à la réunion de la Lombardie aux états du Roi de Sardaigne, que ce serait là pour ce souverain qui le rendrait le maitre du sort future de l'Italie toute cntière, qu'il serait par consequence qu?il de vai t se prononcer pour une Lombardie libre et indipendente.
Risponde il Thom che sarebbe stato facile trattenere re Carlo Alberto dalle sne mire ambiziose prima che entrasse in guerra e che ora le difficoltà di evitare l'ingrandimento del Piemonte erano accresciate e che ad ogni modo l'Austria non entrava per niente per quanto riguar­dava la questione dell'ingrandimento del Piemonte:
quoiqu'il soit, dice il Tbom, la cour de Vienne n'y est pour rien; il ne semole pas qu'clle veuille intervenir dans la manière dont la Lombardie jugera convenable de disposer d'elle me me, e' c'est au gouvernement francais, s'il le croit de son intérèt, à peser sur le Roi Charles Albert pour Lui fa ire làcher la proie.
La mossa del Thom è assai abile e mira a metter in primo piano nella questione della pacificazione dell'Italia gl'interessi francesi, in modo da spingere il Governo francese ad una forte pressione sul Piemonte per indurlo alla pace.
A conclusione del colloquio però il Bastide, che non ha le mani molto libere e non può agire da solo, non si pronuncia definitivamente e promette di consultare i colleglli per dare una risposta definitiva il giorno seguente, lasciando però intendere il suo personale favóre per un'azione di pacificazione immediata nei termini proposti dal Governo imperiale e riservandosi di esigere l'indipendenza della Lombardia. Senonchè ancora una volta gli avvenimenti vengono ad interrompere e a paralizzare ogni azione diplomatica: il 21 e il 22, in seguito allo scio­glimento degli Ateliers nationaux, scoppiano i primi tumulti a Parigi; la commissione esecutiva di cui è a capo il Lamartine rassegna le dimis­sioni, il generale Cavaignac assume i pieni poteri. I membri del Governo francese hanno ben altro di cui occuparsi che della politica estera, e il Thom deve rinunciare al proseguimento delle trattative in merito alla questione italiana.
Frattanto, fino dal 18 giugno era giunta da Innsbruck la risposta del Governo provvisorio di Milano. Si faceva osservare in tale risposta che la questione della pacificazione dell'Italia non doveva essere consi­derata come questione semplicemente lombarda, come mostrava di considerarla il Governo imperiale, ma come questione italiana e che