Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <701>
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I Untativi di mediazione anglo-francesi durante la guerra del '45 701
Date le rigide posizioni assunte sia dal Governo austriaco che dal Governo inglese le trattative sulla questione italiana stagnano a Lon­dra ormai anche per tutto il mese di luglio in attesa di quello che dovrà essere l'elemento di fatto decisivo, la sorte delle armi in Italia.
A Parigi il dispaccio, del 29 giugno giunge quando la calma si è già ricostituita sotto i colpi di spada del generale Cavaignac e il 5 luglio ha luogo un colloquio tra il Thom e il Bastide a soggetto di tale dispaccio. Le osservazioni che il Bastide fa alla lettura del dispaccio denotano soprattutto la preoccupazione che la decisione presa dal Governo austriaco di riprendere a fondo l'azione militare desta nel Governo francese per il timore che eventuali successi austriaci ridiano esca all'azione del partito interventista in Francia. Ad ogni modo il Bastide promette di consultarsi con i suoi colleghi sulla questione italiana e, quando il Thom, il 12 luglio ritorna a chiedere se il Gabinetto abbia preso qualche decisione, il Bastide gli fa, in via confidenziale, delle dichiarazioni che debbono riuscire assai gradite al Governo austriaco.
Le parole del Ministro sono riferite testualmente dal Thom nel dispaccio cifrato del 12 luglio:
ce qtte je vais vous dire est tout a fait confidentiel et secret et je vous prie de n*.en faire aucune usage: nous n'àvons ancone intérét à voir s'agrandir la Saxdaigne et ntras désirons sincèrement que vous conservicz la plus grande partie de votres posse-sions en Italie.
Se tali dichiarazioni corrispondessero ai veri sentimenti dei capi del Governo francese è assai difficile stabilire. Ma è certo che il Bastide nel seguente colloquio del 19 luglio col Thom che, per incarico del Wessenberg1) viene a ringraziarlo delle sue dichiarazioni e a cercare di approfondire e consolidare le buone intenzioni in esse espresse, non è più così categorico e ritorna sulle gravi difficoltà in cui sarebbe posto il Governo francese nel caso di successi austriaci in Italia.2)
l'orse non erra il Thom nelle sue considerazioni sull'atteggiamento incerto del Governo francese quando dice che il Bastide e il Cavaignac tendono effettivamente ad una politica pacifica ma che vi sono uomini che fomentano nell'opinione pubblica e nell'Assemblea l'opposizione alla politica estera del Governo. Tra questi uomini il Thom designa gli esponenti più in vista ncll'Oudinot, capo dell'Armata delle Alpi e autore del famoso proclama, e il Lamartine che, quantunque fuori dal Gabi­netto, continua ad esercitare notevole influenza sull'Assemblea e sul
l) Lettera privata del 15 luglio al Thom.
30 Lettera privata del 19 loglio al Wessenberg.