Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <702>
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702 Vittorio Barbari
Governo attraverso la Commissione degli Affari Esteri, e che il Thom definisce: le ennemì le plus dangerenx et plus acharné de la Monarchie Autrichienne.
Tali impressioni del Thom sono confermate dalla discussione su la questione italiana avvenuta in una seduta segreta del Comitato degli Affari-Esteri della fine di luglio, riferita al Governo piemontese dal Bri-gnole che ne ha notizia precisa da un membro della Commissione. *) In tale discussione il Lamartine sosteneva l'opportunità per la Francia di tenersi militarmente pronta in modo da poter sfruttare a proprio vantaggio le circostanze eventuali nella guerra d'Italia: nel caso cioè che la guerra portasse al successo piemontese e che permettesse al re Carlo Alberto di proclamarsi re dell'Alta Italia, la Francia avrebbe potuto dichiarare la rottura dell'equilibrio europeo a suo danno ed occu­pare, come compenso, Nizza e la Savoia. Nel caso invece che la sorte delle armi volgesse a favore dell'Austria la Francia dovrebbe appog­giare con l'intervento armato il Re di Piemonte ed esigerne in via di compenso Nizza eia Savoia. Il Bastide invece, meno rivolto agli interessi, immediati di acquisti territoriali, ma con una politica che era certo molto prudente e che voleva esser più lungi mirante, sosteneva che la Francia doveva evitare, se possibile, che ai suoi confini si costituisse un forte regno nell'Alta Italia e che perciò egli non avrebbe mai imposto né offerto l'aiuto delle armi francesi per la costituzione di tale regno e: che si sarebbe limitato ad acconsentirlo se le circostanze lo avessero imposto.
In sostanza perciò in questo periodo le trattative non fanno pro­gressi né a Londra né a Parigi; ed è notevole osservare che neppure il Governo austriaco si preoccupa più molto di cercare di far procedere queste trattative. Tale posizione di attesa assunta anche dal Governo austriaco è dovuta a delle circostanze che fanno legittimamente sperare al Wessenberg di poter giungere ad accomodare la questione italiana in proprio favore senza aiuti, né intermediari. Tali circostanze sono date da un lato dall'atteggiamento nettamente favorevole all'Austria assunto dalla Dieta della Confederazione Germanica con la nomina a Vicario dell'Impero dell'arciduca Giovanni d'Austria e con le ripetute dichia­razioni fatte fino dal giugno per affermare la piena solidarietà della Germania con l'Austria per ciò che riguarda la questione italiana, e d'altro lato dalle Boprawenute circostanze politiche e militari in Italia
rj Lettera del Brìgnole del 23 luglio 1848, in BIANCHI, Storta della diplomazia europea in Italia, voi. V, p. 252.