Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno
<
1939
>
pagina
<
703
>
I tentativi di mediazione anglo-francesi durante la guerra del '45 703
e in Piemonte che minano grandemente la forza dell'esercito piemontese facilitando il compito del maresciallo Radetzky, circostanze che, in grazia all'ottimo servizio di spionaggio, sono perfettamente conosciute dal Governo austriaco.
Ed infatti le speranze del Wéssenberg non vanno deluse: il 27 luglio l'esercito piemontese è battuto a Custoza e il tentativo di re Carlo Alberto di ottenere, per tramite del ministro inglese Abercromby, una tregua a condizioni militarmente possibili per riorganizzare l'esercito, fallisce di fronte alla energica presa di posizione del Radetzky deciso ormai a dettare egli le condizioni per l'armistizio.
A Londra e a Parigi le notizie di tali avvenimenti gettano l'allarme. Per il Governo francese si prospetta la possibilità di essere trascinato dall'opposizione interna e dalle richieste che vengono dall' Italia in un intervento e in una difficile guerra che la Francia non può né politica-niente né forse militarmente sostenere e che in ogni caso, secondo l'opinione dei dirigenti della politica francese, è contraria agl'interessi reali della Francia. Per il Palmerston si prospetta la probabilità del fallimento di tutti i suoi piani di riorganizzazione politica dell'Italia. Ad ambedue i Governi s'impone quindi la necessità di far valere la propria azione in modo da impedire che l'Austria ottenga ormai mano libera in Italia e possa ristabilire immutato lo stata quo ante.
È naturale pertanto che a Parigi come a Londra si ritorni suIT idea di una mediazione combinata dei Governi francoinglese nella questione italiana, da imporsi all'Austria per salvare il salvabile. Tale idea era già stata affacciata dal Bastide fino dalla metà di luglio in un colloquio col Normanby, ambasciatore inglese a Pargi. In tale colloquio il Bastide, che fin da allora aveva evidentemente perso fede nel successo delle armi piemontesi, aveva affermato l'opportunità che Francia e Inghilterra intraprendessero un'azione in comune per la conclusione della pace in Italia, sulle basi dell'indipendenza della Lombardia e della costituzione nel Veneto di un regno autonomo retto da un arciduca d'Austria ma posto sotto la garanzia dei due governi mediatori.
Il Palmerston, sempre fiducioso di poter realizzare in pieno il suo progetto, aveva allora lasciato cadere tali proposte ma ora, di fronte alla mutata situazione in Italia, la progettata azione comune franco-inglese in Italia si rivela, più che opportuna, necessaria. È perciò che tra l'Ambasciatore inglese e il Bastide si riprende, all'arrivo a Parigi delle prime notizie sulle vittorie austriache, l'idea della mediazione combinata e proposte relative a tale mediazione sulla base del vecchio progetto Hummelauer vengono inviate al Palmerston. Frattanto sono