Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <704>
immagine non disponibile

704
Vittorio Barbieri
arrivati a Parigi il Ricci, inviato straordinario del Governo piemontese, e il Guerrieri, inviato dal Governo provvisorio di Milano, per son­dare le intenzioni del Governo francese in merito ad un eventuale richiesta d'intervento. Il giorno 2 agosto essi sono ricevuti, assieme al Brignole, dal Cavaignac il quale dopo aver cercato di evitare l'accordo tra gli inviati italiani, finisce per dichiarare che il Governo francese tenterebbe ogni via di conciliazione pacifica prima di pensare a un inter­vento armato e che a tale scopo erano già state iniziate pratiche per una mediazione combinata col Governo inglese. *)
Contemporaneamente il giorno 3 il Bastide annunzia al Thom la prossima azione del Governo francese e di quello inglese in vista di interporre la loro opera mediatrice tra Austria e Piemonte. E, dopo aver chiarito che le proposte in merito verrebbero inviate quanto prima ai Governi di Vienna e di Torino, il Bastide aggiunge in modo brusco e che vuol essere minaccioso: j'éspère qu'elles seront acueillies par votre Gouvernement.
A Londra il Palmerston arretra prudentemente nelle sue pretese per la soluzione della questione italiana e in un colloquio del 2 agosto col Dietrichstein ammette di essere stato grandemente sorpreso dagli avvenimenti e dichiara che:
Son opinion sor les bases d'une négociatìon propre à amener la pacifica tion de la Haute Italie a subie une modification notable et c'est aujourdthui l'Adige e non plus le Piave qui, a son avis, dévrait séparèr notre empire de la nouvelle création italienne. 2)
Il giorno 4 il Palmerston comunica all'Ambasciatore austriaco il progetto di mediazione anglofrancese sulla base del progetto Humnie-lauer, insistendo sulla inevitabilità dell'intervento armato della Francia in caso di rifiuto del Governo austriaco di aderire a tale mediazione.
La minaccia dell' intervento francese è ormai l'unica arma rimasta nelle mani del Bastide e del Palmerston per costringere l'Austria ad accettare la mediazione e le condizioni di pace in essa implicite. Senon-chè l'efficacia di tale minaccia non è tale da preoccupare eccessivamente il Governo austriaco. Il Thom in un dispaccio del 4 agosto a Vienna delinea la politica delle duo potenze mediatrici notando che la media­zione da esse proposta dovrebbe avere come appoggio le divisioni dell'Armata delle Alpi, ma aggiunge che la possibilità dell'entrata in
i) Dispaccio Guerrieri, 3 agosto 1848, in BIANCHI, Op. cit.* p. 310. 2) Dispaccio 3 agosto 1848 del Dietrichstein al Wessenberg.