Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <707>
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I tentativi di mediazione anglo-francesi durante la guerra del '48 707
Un elemento di capitale importanza da tener presente per spiegare 1 arrendevolezza della Francia riguardo non all'accettazione ma ai risaltati della mediazione, è dato dalla questione germanica: le tendenze unitarie e pangermaniste che si notano da qualche tempo in Germania sollevano naturalmente in Francia timori e preoccupazioni, ed è natu­rale che il Governo francese non voglia alienarsi completamente l'Au­stria in cui vede il possibile futuro baluardo alla costituzione di una grande Germania ai confini francesi. A questo proposito in un colloquio del 22 agosto il Bastide fa al Thom delle dichiarazioni che rivelano chiaramente tali preoccupazioni:
Nous ne voulona pag une Allemagne unìtaire, nne Allemagne qui absorbe, qui englontisse tons les puissances dont se compose aujourd'hui ce pays, nous voulons une Prusse une Saxe, une Bavière, nous voulons sourtout nne Autriche, nne Autriche forte non seulement en Allemagne mais encore du coté de TOrient ou l'appelle le déve-loppement de sa richcsse et de sa puissauce.l)
In tali circostanze non è difficile capire che l'opposizione più. forte alla conclusione della pace voluta il Governo austriaco la troverebbe a Londra e non a Parigi. Ed è perciò che il Wessenberg cerca con ogni mezzo di smovere il Palmerston dal suo atteggiamento: il 17 agosto il partito austriacante inglese scatena in Parlamento una offensiva contro la politica italiana del Palmerston, per bocca del Disraeli, ed è legittimo supporre, quantunque nel dispaccio relativo2) non se ne faccia parola, che tale offensiva sia stata per Io meno incoraggiata dall'Austria*
Disraeli attacca violentemente la Francia e il minacciato inter­vento francese in Italia, denunziandone l'illegalità e l'impossibilità; afferma che l'Inghilterra deve cessare la politica di ingerenza antiau-strjaca in Italia, non deve appoggiare l'azione minacciosa della Francia ma limitarsi alla conferma dei vecchi trattati. Le risposte del Palmer­ston sono secche ed efficaci: quanto al minacciato intervento francese egli dichiara che in una guerra qualsiasi qualunque paese può associarsi all'uno o all'altro contendente. Tale risposta vuole evidentemente suo­nare minaccia per l'Ambasciatore austriaco presente poiché vorrebbe far credere che l* Inghilterra non si opporrebbe a un intervento armato francese in Italia. Quanto all'accusa di ingerirsi troppo nei fatti altrui, il Palmerston risponde elencando tutte le note e i colloqui a mezzo dei quali nel corso di quell'anno il Governo austriaco aveva richiesto l'intervento diplomatico e la mediazione dell'Inghilterra.
i) Dispaccio 23 agosto del Thom al "Wessenberg. 2) Dispaccio 18 agosto del KoIIer al Wessenberg.