Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <711>
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I tentativi di mediazione anglo francesi durante la guerra del *48 711
i Governi franco-inglese non possono ignorare che l'opinione pubblica tedesca si pronuncia molto favorevolmente per la partecipazione del Corpo germanico alle trattative di pace che stanno per iniziarsi:
Nous nous Teservons (Ione, scrive il Wessenberg, dans le cas que le Vicaire de 1 Empire nous fit proposer de prendre part comme médiateur à la négociation, d iaviter le Gouvernement Francais e Augi aia à s'associer le gouvernement centrai d Allemagne dans la tàche pacifique qu'ils veulent intraprendere.
E chiaro che il Wessenberg sta cercando di preparare il terreno per prevenire ogni pericolo di una eventuale discussione sugli interessi austriaci in Italia e a tale scopo tenta di equilibrare le forze nelle future trattative col farvi partecipare elementi, quali il Vicario dell'Impero, arciduca Giovanni d'Austria, di indubbia fede austriaca. Il secondo dispaccio della spedizione del 3 settembre, riservato, contiene le istru­zioni agli Ambasciatori per le direttive da seguirsi nei prossimi colloqui coi Ministri franco-inglesi: parola d'ordine è quella di non cedere a nessun costo sulla questione territoriale; si deve cercare di persuadere i governi mediatori della necessità del mantenimento dello stata quo ante per i possessi austriaci in Italia in modo da assicurare il rispetto dei trattati, di non creare precedenti di applicazione del principio di nazionalità pericolosi per tutti gli Stati, in modo di non incontrare l'opposizione delle altre potenze firmatarie dei trattati del 1815.
Tutte queste ragioni sono esposte dal Koller al Palmerston con uno sforzo ammirevole di dialettica nel colloquio del 14 settembre. Ma il Ministro inglese ancora una volta non si dimostra per nulla arren­devole: egli si dichiara sempre persuaso che il progetto di cessione della Lombardia al Piemonte sia sempre migliore e, alle vivaci rimostranze del Koller, risponde che l'Austria, ostinandosi a volere conservare la Lombardia, si troverà inevitabilmente quanto prima di fronte a una nuova rivoluzione e a una nuova guerra le cui conseguenze non sono prevedibili. Quanto alla possibilità di fare entrare la Germania nella mediazione il Palmerston solleva eccezioni tali che equivalgono a un netto rifiuto: in primo luogo il potere centrale della Germania non è stato ancora riconosciuto e, anche passando sopra a tale punto,
serait-ce le Vicaire de l'Empire où le Corps Gormanique qui s'aasocierait à la média-tion? Le premier est un Archidac d'Autricbe et l'autre vient de fonrnir dans la quea-lìon Schleswig-Holstein, par le vote con tre rarmistice ratìfifi, une preuve de velleité puIÌ engageante pour se mcttre en rapport d* affaire avec lui. Et finalement il fau-drait encore savoir ai l'opinion de ce troiaième élement de mèdiation ne serait pan ausai diamétralement oppoaèc a celle de l'Angleterre et de la Franco à rendre necessaire une inédiation entre lea médiateure.