Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
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1939
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Vittorio Barbieri
A Parigi la nota del 3 settembre è accolta con un vero respiro di sollievo: per il Governo francese lo scopo principale è raggiunto, la mediazione accettata, la questione dell' intervento è rimandata sine die, le apparenze insomma sono salve anche se in sostanza gl'interessi Piemontese saranno sacrificati. Il Bastide nei colloqio del 9 settembre, soffermandosi sul punto cruciale della questione, e cioè sulla pretesa austriaca di porre fuori discussione la questione territoriale, fa notare
que les princìpes de possession, le Gouvernement Francois les voulait autant que nous, mai que, dans la questione special de l'Italie, vu les embarras de sa position, il se le réservait pour la cldture et cornine dernier résultat des futures négocia-tions; en d'autre termes qu'il voulait en faire non son point de départ mais son point d'arrivé. *)
Per quello che riguarda invece la partecipazione della Germania alla mediazione anche l'opposizione del Bastide è nettissima e le ragioni portate sono le stesse di quelle esposte dal Palmerston.
Da questo momento le trattative entrano in una fase statica: il Governo austriaco, forte della posizione militare conquistata in Italia, si sforza con ogni mezzo di togliere ogni valore politico effettivo alla mediazione che è stato costretto ad accettare; a tale scopo i tentativi del Wessenberg sono rivolti principalmente a spezzare l'unità d'azione della Francia e dell'Inghilterra e a fare entrare nella mediazione elementi favorevoli alle pretese austriache.
. Il Palmerston resiste tenacemente tentando di difendere e valorizzare quelle poche possibilità che sono ormai rimaste per costringere l'Austria a cedere. La Francia è indubbiamente più arrendevole verso l'Austria e ciò giustifica il tentativo del Wessenberg di staccarla dall'Inghilterra; tuttavia il Bastide, pur lasciandosi intendere disposto a cedere sui punti voluti dall'Austria, continua a trincerarsi dietro la delicata posizione del Governo di fronte al Paese e dietro agl'impegni assunti fra i Governi precedenti per avanzare delle pretese che non garbano assolutamente al Governo imperiale: prima fra tutte quella che Venezia non venga attaccata dalle truppe austriache e che venga compresa nell'armistizio. z> La questione di Venezia è uno dei punti su cui più si agitano le discussioni diplomatiche in questo momento e il Governo austriaco, pur sostenendo energicamente la sua tesi:3' che Venezia debba considerarsi città ribelle e non possa quindi essere
l) Dispaccio del Tuoni al Wessenberg, del 10 settembre 1848.
2) Nota 4 settembre del De La Conr al Wessenberg.
') Nota 6 settembre del Wessenberg, in risposta' alla precedente.