Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
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1939
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I tentativi di mediazione anglo-francesi durante la guerra del '48 715
E solo quando il Governo di Berlino in una lettera del 6 ottobre esprìme la sua meraviglia al Bunsen per il silenzio di questi riguardo all'oggetto di quel famoso dispaccio che scoppia la bomba; l'ambasciatore prussiano, preoccupatissimo, si precipita dal Koller che immagina informato da Vienna e, messo al corrente da questi sul contenuto del passo che già da un mese avrebbe dovuto esser stato fatto presso il Governo inglese, riassume in una lettera privata al Palmerston i desiderata del Governo di Berlino, riservandosi di farne una esposizione ufficiale quando avesse ricevuto nuove istruzioni dal proprio Governo.x)
II Palmerston per altro non nasconde la sua netta opposizione alle proposte della Prussia e contesta, in un colloquio del 10 ottobre col Koller, i diritti della Prussia a entrare nella mediazione: se un cambiamento territoriale in Italia, dice il Palmerston, esigesse il concorso di tutte le potenze firmatarie dei trattati del 15 non è spiegabile come l'Austria fosse disposta nel giugno a cedere la Lombardia senza il consenso di nessuna di quelle potenze. Se d'altra parte non si pone nella pacificazione dell'Italia la questione territoriale non vi è ragione che giustifichi la pretesa di partecipare alle trattative da parte di quelle potenze. E al Bunsen, che il 19 ottobre si reca finalmente a comunicare i dispacci ufficiali di Berlino, il Palmerston pone decisamente una alternativa: o la Prussia interviene accettando come base delle trattative
quella proposta dal Governo inglese, oppure l'intervento della Prussia non è accettato da tale Governo; e aggiunge come spiegazione che la base inglese: a différence du point du vue francais, consiste en la cession de la Lombardie en faveur de Charles Albert.
Frattanto però è giunta a Berlino e a Vienna la risposta del Governo russo. H Nesselrode, nella nota a Berlino del 27 settembre e nel dispaccio a Vienna del 28 che riporta tale nota, dichiara che la Russia ha sempre disapprovato la mediazione come principio, essendo l'Austria nel pieno ci fritto di regolare la questione italiana a suo piacere e che perciò la Russia non può aderire a quella mediazione che è basata su principi politici e 'giuridici contrari a quelli professati dal Governo imperiale russo. Osserva poi il Nesselrode che il solo vero modo di pacificare l'Italia sarebbe stato, a suo parere, quello di lasciare all'Austria la possibilità di andare sino in fondo e di dare agli Italiani une lecon telle da far loro perdere ogni velleità. Aggiunge però che, pur senza entrare nella mediazione, la Russia ne osserverebbe lo sviluppo e si riserverebbe in ogni modo di riconoscerne o meno i risultati et de préter,
]) Lettera 9 ottobre riportata dal Koller nel Dispaccio del 10.
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