Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <724>
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Vittorio Barbieri
potenza conservatrice per eccellenza, l'Austria. Il Gabinetto francese ritiene invece che sia meglio non intervenire in alcun modo a Roma e. che, se l'intervento si dimostrerà assolutamente necessario, l'azione austriaca si dovrà limitare ad una intimidazione sulle rive del Po senza passare il fiume, mentre truppe francesi potranno sbarcare a Gaeta e liquidare la questione. Qualsiasi decisione in proposito, aggiunge il Drouin, dovrà però esser presa a Bruxelles dove si devono iniziare le trattative per la mediazione tra Austria e Piemonte.
Evidentemente il tentativo austriaco è stato un passo falso poi­ché, lungi dall'ottenere il -distacco della Francia dalla politica inglese esso ha compromesso per sempre una tale possibilità. Il Governo fran­cese infatti, imprudentemente toccato in un punto cosi sensibile delle sue relazioni internazionali qual'è la questione romana, non solo ha assunto una posizione quanto mai minacciosa e decisa riguardo ad una qualsiasi eventuale azione dell'Austria negli Stati della Santa Sede, ma si è accostata ancor più decisamente alla politica inglese cercando di rin­viare anche la soluzione della questione romana alla prossima confe­renza di Bruxelles dove è sicura di avere l'appoggio inglese ai propri interessi. In sostanza quel regime di compenso di interessi che lo Schwar-zenberg aveva sperato di creare tra l'Austria e la Francia in Italia si crea invece tra Francia e Inghilterra poiché è naturale che l'appoggio che l'Inghilterra darà alla Francia per la questione romana sarà com­pensato dall'appoggio francese all' Inghilterra della questione piemon­tese. Tale situazione è rilevata anche dal Thom che in un dispaccio cifrato del 6 gennaio dice tra l'altro: L'intimité entre les Gabinets francais et anglais me parait fort grande e in cui riferisce che all'Opera l'Ambasciatore inglese è apparso in palco a fianco del Presi­dente della Repubblica ce qui dans le pubblio (leggi Thom) a produit un très mauvais effet .
In tali condizioni lo Schwarzenberg capisce perfettamente che la conferenza di Bruxelles sarà in ogni caso un pericolo per gl'interessi austriaci, e perciò i suoi sforzi si dirigono allo scopo di evitare ad ogni costo tale conferenza. E mentre i plenipotenziari francese e inglese, De Lagrevée e Sir Ellis partono il 10 febbraio per Bruxelles dove si recano a concertare il piano d'azione comune per i prossimi negoziati, lo Schwarzenberg si adopera con tutti i mezzi per creare ostacoli sempre maggiori all'inizio di tali negoziati. E i pretesti non mancano: prima di tutto, è la questione di Venezia che viene risollevata dal Ministra austriaco in un dispaccio del 4 febbraio. In tale dispaccio si lamenta rìnesecuzione da parte piemontese dell'art. 4 dell'armistizio e la