Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
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Vittorio Barbieri
potenza conservatrice per eccellenza, l'Austria. Il Gabinetto francese ritiene invece che sia meglio non intervenire in alcun modo a Roma e. che, se l'intervento si dimostrerà assolutamente necessario, l'azione austriaca si dovrà limitare ad una intimidazione sulle rive del Po senza passare il fiume, mentre truppe francesi potranno sbarcare a Gaeta e liquidare la questione. Qualsiasi decisione in proposito, aggiunge il Drouin, dovrà però esser presa a Bruxelles dove si devono iniziare le trattative per la mediazione tra Austria e Piemonte.
Evidentemente il tentativo austriaco è stato un passo falso poiché, lungi dall'ottenere il -distacco della Francia dalla politica inglese esso ha compromesso per sempre una tale possibilità. Il Governo francese infatti, imprudentemente toccato in un punto cosi sensibile delle sue relazioni internazionali qual'è la questione romana, non solo ha assunto una posizione quanto mai minacciosa e decisa riguardo ad una qualsiasi eventuale azione dell'Austria negli Stati della Santa Sede, ma si è accostata ancor più decisamente alla politica inglese cercando di rinviare anche la soluzione della questione romana alla prossima conferenza di Bruxelles dove è sicura di avere l'appoggio inglese ai propri interessi. In sostanza quel regime di compenso di interessi che lo Schwar-zenberg aveva sperato di creare tra l'Austria e la Francia in Italia si crea invece tra Francia e Inghilterra poiché è naturale che l'appoggio che l'Inghilterra darà alla Francia per la questione romana sarà compensato dall'appoggio francese all' Inghilterra della questione piemontese. Tale situazione è rilevata anche dal Thom che in un dispaccio cifrato del 6 gennaio dice tra l'altro: L'intimité entre les Gabinets francais et anglais me parait fort grande e in cui riferisce che all'Opera l'Ambasciatore inglese è apparso in palco a fianco del Presidente della Repubblica ce qui dans le pubblio (leggi Thom) a produit un très mauvais effet .
In tali condizioni lo Schwarzenberg capisce perfettamente che la conferenza di Bruxelles sarà in ogni caso un pericolo per gl'interessi austriaci, e perciò i suoi sforzi si dirigono allo scopo di evitare ad ogni costo tale conferenza. E mentre i plenipotenziari francese e inglese, De Lagrevée e Sir Ellis partono il 10 febbraio per Bruxelles dove si recano a concertare il piano d'azione comune per i prossimi negoziati, lo Schwarzenberg si adopera con tutti i mezzi per creare ostacoli sempre maggiori all'inizio di tali negoziati. E i pretesti non mancano: prima di tutto, è la questione di Venezia che viene risollevata dal Ministra austriaco in un dispaccio del 4 febbraio. In tale dispaccio si lamenta rìnesecuzione da parte piemontese dell'art. 4 dell'armistizio e la