Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; FRANCIA ; GUERRA 1848-1849
anno <1939>   pagina <725>
immagine non disponibile

I tentativi di mediazione anglo-francesi durante la guerra del "*48 725
permanenza della flotta sarda nelle acque di Venezia e si dichiara che il Governo austriaco ritiene necessario, prima che possa venire iniziata qualsiasi trattativa, che il Piemonte cessi di incoraggiare il fuoco rivo­luzionario che vive ancora a Venezia e che tale città venga occupata dalle truppe austriache.
La reazione a tali pretese da parte del Drouin è energica : nel col­loquio del 14 febbraio col Thom egli accusa l'Austria di cercar pretesti per sottrarsi agli impegni formalmente assunti ma tuttavia egli promette di far pressioni a Torino per indurre il Governo piemontese a riti­rare la flotta purché l'Austria si decida ad iniziare le trattative.
Frattanto lo Schwarzenberg si appresta ad affrontare di nuovo il Palmerston che, a mezzo del Ponsonby, sta minacciando e insistendo perchè l'Austria si decida ad iniziare le trattative. Viene perciò inviato a Londra come inviato straordinario il Conte di Colloredo, che dovrà essere anche rappresentante austriaco a Bruxelles, se la conferenza ci sarà. Il Colloredo, che giunge a Londra il 20 febbraio, è autore di un dispaccio, inviato anche a Parigi, in cui lo Schwarzenberg protesta con­tro il discorso tenuto da re Carlo Alberto il 1 febbraio all'apertura del Parlamento, discorso che, secondo le sue parole, d'un bout à l'autre ne respire que la guerre. Aggiunge lo Schwarzenberg che se le potenze mediatrici non si decidono a porre un freno alle intenzioni apertamente ostili manifestate da Carlo Alberto il Governo austriaco è deciso a ripren­dere la sua piena libertà d'azione nella soluzione della questione italiana.
A Parigi e a Londra si fa la voce grossa su questo dispaccio ma ormai le parole aspre e le minacele del Drouin e del Palmerston non hanno più alcun effetto di fronte alla decisione austriaca. E lo Schwar­zenberg qualche giorno dopo ritorna alla carica con una pretesa che per la sua enormità è indice sicuro della volontà del Governo austriaco di dare il colpo decisivo alla mediazione: alla richiesta formale fatta dal Ponsonby e dal De La Cour al barone Werner aftinché venga dato ordine al Plenipotenziario austrìaco di recarsi a Bruxelles, risponde lo Schwar­zenberg con la nota del 16 febbraio in cui chiaramente si afferma che l'Austria invierà a Bruxelles il proprio incaricato solo se da parte delle potenze mediatrici saranno formalmente accettate queste condizioni:
1 Se le due potenze mediataci: nous donnent Va ss arance positive et formelle de ne point appnyer Ics prétensions inqualifiablcs dn Cabinet Sarde, mais au contraile de les écarter comma inadmissibles.
0 Si ellea acceptent d'avance cottimo point de dcpari de la médiation la base seuie sor la quelle nous saurìons entrar un egooiabioii, savoir le maintien de la cir-conscrìption territoriale tette qu'ellc a été consacrò par lea troites tant au regard de rAutrìcbc q."'a cerni des Duchés de Parme et de Modenc.