Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848-1849 ; SICILI
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1939
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Emanuele Librino
26 giugno 1848. - Lettera di Salvatore D'Amico, incaricato dal governo deJia compra in Inghilterra di fregate a vapore da guerra. Annunzia di aver trovato tre vapori, tra ì quali il Vectis della compagnia peninsulare! buono per commercio e per guerra, ma che può soltanto sopportare artiglierie da corvetta. Parla delle pratiche da lui fatte all'uopo, e degli ostacoli, che a lui venivano in quel riguardo da ufficiali sardi andati pur là alla compra di vapori (foglio 49 a 49).
26 giugno 1848. - Lettera amichevole dello stesso D'Amico al Ministro delta guerra di Sicilia. Lo ringrazia dell'assegnamento di onze 12 al mese fatto alla famiglia di esso D'Amico; gli annunzia le buone accoglienze di Palmcrston ai Commissarii siciliani, di avere ufficiosamente riconosciuta la indipendenza dell'Isola, e di esser pronto ufficialmente a riconoscerla appena nominato il re. Incitamenti a questa nomina. Domanda di danaro per non perdersi la occasione della compra dei vapori (foglio 50 a 51).
4 luglio 1848. - Altra lettera del medesimo. Si fa un contratto, a condizione della ratifica del governo per mancanza di danaro; qualità delle due fregate; e del Vectis, loro armamento ed oggetti necessari pel servizio della marina militare; compra di due batterie da campo, e due da montagna, le quali si otterrebbero col danaro alla mano; bisogno di 40.000 onze pel momento (foglio 52 a 53).
4 luglio 1848. - Altra lettera amichevole al Ministro della guerra. Incitamento ad inviar presto in Londra la ratifica del contratto ed il denaro, perchè spirato il 10 agosto, (termine alla stessa) non resterebbe altro mezzo alla Sicilia di avere i legni che farli costruire a bella posta (foglio 54).
25 giugno 1848. - Ribotti invia dalle'Calabrie il maggiore Scalia, onde riferire al Governo in Palermo le angustie degli armati siciliani spediti nel continente dopo l'eccidio del 15 di maggio (foglio 56).
25 giugno 1848. Lettera di Ribotti al Ministro di guerra. Nessuna rivoluzione nelle Calabrie, e probabilità a non esservene sino a tempo lontano. Il paese quasi simile a quello che trovarono i Bandiera. Busacca lasciato passar libero per le gole di San Martino. I calabresi invece di 10.000 armati appena 2000 e mal disposti. Intere compagnie di G. N. disertano dal campo dell'esercito rivoluzionario con gli ufficiali alla testa; freddezza, e nessuna simpatia nei comuni per la causa della libertà; le vie infestate di ladri. Respinto il nemico da un punto, non si trae profitto della vittoria, perchè il Corpo dei calabresi, che doveva prenderlo di fianco, non si muove all'attacco. I regi trincerati a Castrovillari, maggiori di numero, e più forti degli insorti. Tranquillo tatto il paese all'intorno, né basta a rivolgerlo l'esercito rivoluzionario andato là allo scopo di appoggiare la rivolta. Le truppe regie tornate dalla Lombardia. Necessità di due vapori nel Mar Ionio, per la ritirata dei siciliani, e dei capi rivoluzionari calabresi (foglio 58 a 61).
io luglio 1848. - Incitamento all'invio dei vapori. Segni di riconoscimento.
7 luglio 1848. - Risposta del Ministro della guerra al generale Ribotti. Al governo fu data la notizia dal maggiore Scalia della sconfitta di tuia parte delle truppe di Nunziante. Speranze* che suscita questa notizia. La spedizione dei siciliani nelle Calabrie ha il doppio intento: 1 di divergere nella terra ferma le forze dei borbonici, che dopo il 15 maggio sarebbero disposte a passare in Sicilia; 2 di ottenere le posizioni di Reggio, necessarie per l'estremo attacco da darsi alla cittadella di Messina, fnvio di altri uomini e di danaro in Calabria. Promessa di altri aiuti. Invio di due vapori. È lasciata a Ribotti la scelta e la responsabilità della ritirata o del rimanere (fogliò 64 a 66).