Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848-1849 ; SICILI
anno <1939>   pagina <734>
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734 Emanuele Librino
12 luglio 1848. - 11 Commissario del Potere esecutivo di Messina inviando al Ministro della guerra il rapporto ohe Orsini aveva indirizzato a quest'ultimo in data del 7 loglio propone di non dare l'assalto alla Cittadella, essendo improbabile il conquistarla finché non saranno tolte le comunicazioni che essa ha dalla parte del mare. Sua opinione è differire quell'assalto almeno sino al tempo in coi si tenessero tante munizioni da poter per più volte ripetere il tentativo, che dopo tutto non può valore che a danneggiare le batterie nemiche. Tuttavia egli crede che l'elezione dei re sembri cambiare l'aspetto delle cose, e che qualora il Ministro ritenga che per un tale fatto le Potenze francese ed inglese faranno sloggiare i regi dalla Cittadella, allora neanche sarà d'uopo aumentare le munizioni ed i mezzi di difesa a quell'oggetto (foglio 105 a 106).
20 luglio 1848. - Il Ministro degli Affari Esteri, che, stante l'assenza del Ministro di Guerra, il quale erasi recato a visitare le fortezze dell'Isola, ne faceva le veci, risponde al Commissario del Potere esecutivo di Messina, che, appena il detto Mini­stro di Guerra fosse andato in detta città avrebbero conferito insieme all'oggetto (foglio 107).
9 agosto 1848. Il Commissario del Potere esecutivo di Messina invia un uffi­ciale dello Stato Maggiore in Palermo per chieder fucili al Ministero, e fare apprestare l'attenzione del Governo sopra alcune deliberazioni del Consiglio di Difesa istituito in quella Provincia (foglio 110).
9 agosto 1848. Il nominato Commissario invia al Ministero le dette delibera­zioni, e ne fa notare alcuni particolari (foglio 111).
6 agosto 1848. Deliberazioni dell'enunciato Consiglio di Guerra. E nominato un Segretario allo stesso. Si sospendono in Milazzo alcuni lavori creduti nocivi e si ordina costruirvisi una batteria alla spiaggia di ponente come più utile alla difesa, guarnire quella piazza di 4000 nomini con 4 pezzi da campo, e provvederla di 5000 razioni di viveri per lo spazio di 15 giorni. E disposto un campo a Forza di Agro di 2000 uomini con 4 pezzi, onde agir di concerto con gli armati di Milazzo; 400 uomini con 2 pezzi alla Scaletta, ed una batteria da costa appena vi fossero cannoni disponi­bili; 600 uomini e due pezzi ad Ali, un campo di osservazioni di mille uomini al forte Spuria per proteggere da un assalto le batterie del Foro; 800 nomini con due pezzi al Gesso; 200 uomini con altri due pezzi al Divieto; le compagnie di armi della provincia incaricarsi della perlustrazione del litorale da mezzogiorno a tramontana. Per la difesa dell'interno di Messina si stabilisce di aumentare a 50 nomini per ciascuno la guarni­gione dei forti Castellacelo e Gonzaga, armandoli appena- sarà scoperta la linea delle operazioni nemiche; barricare tutti gli sbocchi delle vie, che potessero esser minac­ciate da un'aggressione nemica; accelerare i lavori di trinceramento onde avanzare fin sotto il forte Don Blasco. Altre determinazioni son prese per l'ordinamento di un corpo di armieri; di un parco del genio; la sottrazione di alcuni cannoni dall'arsenale nemico; la richiesta a Palermo di 5000 uomini, di cannoni di vario calibro, di fucili, di polvere e di piombo (foglio 112 a 115).
7 agosto 1848. È data all'ti fucilile Malta la direzione del Gonio di Milazzo. È incaricato il medesimo a riferire, se lo Zerilli, che n'era stato direttore, fosse colpevole delle riduzioni apportate olle Fori ili fazioni di detta piazza, onde sommetterlo, in tal caso, ad un consiglio di guerra. Viene deliberato di portare a Messina le armi esistenti in Lipari, non potendo questa Isola resistere ad una aggressione nemica; di far lavo­rare nelle opere di fortificazione di Milazzo le squadre colà esistenti. Si stabiliscono infine a due volte la settimana, le sedute ordinarie del Consiglio di Guerra (foglio 116).