Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848-1849 ; SICILI
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1939
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Emanuele Librino
presiedendo il Consìglio di Guerra ed usando quella prudenza che bisogna in tali circostanze (foglio 145).
19 agosto 1848. - il Ministro gli raccomanda di usar sempre quella moderazione e garbo di cui esso Commissario e dotato (foglio 147).
16 agosto 1848. Orsini manda al Ministro un nuovo stato delle fortificazioni contro la Cittadella, i forti del Salvatore, Don Blasco e Terranova.
Dice imponente l'armamento contro i nemici, e tale da poterli battere. Biasima lo stato d'inerzia e di sofferenza ai colpi che si lanciano dai regi sulla città e le sue batterie. Annunzia che i nemici non molestati pigliano ardire, sempre meglio si fortificano, e accrescono le forze, e che di già molte navi da guerra nemiche si concentrano nello Stretto. Propone perciò di cominciar l'attacco; e segna il piano onde poter giungere ad impossessarsi della Cittadella (foglio 150 a 151).
19 agosto 1848. - Il Ministro della Guerra esita, e risponde che sottoporrà al Comitato di Guerra il piano di attacco e quindi comunicherà all'Orsini la risoluzione di esso Comitato (foglio 154).
21 e 22 agosto 1848. - Il Presidente del Governo decide che prima di cominciare il fuoco contro la Cittadella, si chieda il giudizio del Consiglio di Guerra ed il parere del Consiglio civico di Messina, e che nel caso di attacco si lascino in serbo i materiali per 6 giorni di fuoco (foglio 156).
20 e 21 agosto 1848. ~ Il Consiglio di Guerra di Messina decide che, in attesa dell'esito delle trattative diplomatiche, non si attacchi la Cittadella, ma ciò si faccia quando sarà risoluto che per queste non avrà fine la guerra. Vuole intanto che si con* tinui la costruzione della batteria contro il forte Don Blasco, e che quando sarà scoperta ed il nemico l'attacchi, si risponda col fuoco. Il Commissario del potere esecutivo approva tutto, meno il rispondere ai nemici, che attaccassero la batteria (foglio 158 a 159).
21 agosto 1848. H Commissario del potere esecutivo descrive con tinte commoventi lottato morale e materiale di Messina. Propone che, se il Governo non nutre fondate speranze di veder risoluta diplomaticamente la quistione col Re di Napoli, s'intraprenda l'attacco contro la Cittadella. Ripete il piano rassegnato da Orsini al Ministero in data del 16 agosto, e ne crede certa la buona riuscita, o per lo meno che il nemico si ritiri nella sola Cittadella. Dice che vi siano tante munizioni da poter sostenere per 12 giorni il fuoco, ma vuole che si arrestino le ostilità nel caso in cui dopo 6 giorni non si abbia un esito favorevole (foglio 160 a 164).
26 agosto 1848. Il Ministro della Guerra chiede di conoscere l'avviso del Consiglio di Guerra e del Consiglio civico per dare una risposta decisiva (foglio 168 a 169).
23 e 24 agosto 1848. - Il Governo fa conoscere telegraficamente che, per l'attacco generale da darsi alle batterie nemiche sia inteso il parere del Consiglio di Difesa e del Consiglio civico di Messina.
Il Commissario del potere esecutivo scrive al Ministro della Guerra che questa risoluzione in detta città sia approvata da tutti (foglio 171). Il Ministro ne resta inteso con approvazione (foglio 173).
VOLUME II.
27 marzo 1849. - Il Ministro della Giustizia, rimette al Consiglio straordinario dì Guerra della guarnigione di Palermo, 70 documenti, ed ordina il procedimento contro Don Michele Cassola e compagni (foglio 1 a 4).