Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1848-1849 ; SICILI
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1939
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pagina
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739
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Documenti sulla Rivoluzione siciliana del 1848-49, ecc. 739
Senza data. Domanda a Fortezza circa le operazioni ed i mezzi del Marchese Padroneggio (foglio 91).
6 marzo 1849. - Copia legale della denunzia del Fortezza (foglio 92 a 94), 15 febbraio 1849. Lettera di Fortezza a Cassola. Fortezza si lagna del non ottenuto pagamento; consiglia il Cassola a ritornare in Napoli, non essendovi bisogno di lui per gli affari. Lo rimprovera di aver fatto perdere delle utili occasioni. Gli promette di narrargli lo stato dei lavori, a voce, se gli saranno pagate le spese fatte (foglio 95 a 97).
Senza data. Tre biglietti di visita trovati a Fortezza nel momento dell'arresto (fogHo 98).
31 marzo 1849. - Il Consiglio di Guerra interroga per la prima volta il Cassola, e si rileva che fin dal 15 maggio, essere stato invitato dal Direttore di Polizia di Napoli* e poi dal Prefetto, a proporre una persona autorevole, che avesse potuto conciliare la Sicilia. La medesima cosa avergli chiesto il Re. Invitato a recarsi in Sicilia con Marcantonio Pericontati e con Don Gabriele Storaci, essi partirono con l'incarico: 1 di esaminare lo spirito pubblico, notare l'oggetto dello scontento ed il numero dei malcontenti; 2 di manifestare le benigne intenzioni del Re per la Sicilia, e che, in caso di resistenza il Re aveva una forza imponente; 3 di trovare persona influente, che si fosse potuta recare in Napoli, onde là definire di accordo l'accomodamento dei due Paesi. Trovata inutile ogni loro missione, perchè il Paese si negava ad ogni idea di accordo con l'autorità regia, Storace partì dalla Sicilia, Pericontati ai ritirò in Augusta, ed il Cassola rimase per qualche altro tempo in Palermo. Egli nega di avere avuto -assieme con i suoi compagni l'incarico di notare lo stato di armamento di Milazzo e di Messina, come risulta dall'interrogatorio di Fortezza. Accetta di essersi messo in rapporto con costui, e di avergli lasciato dei segni convenzionali, per valersene nella corrispondenza. Tornato in Napoli à delle conferenze con il Re. È quindi incaricato da Filangeri a venir altra volta in Sicilia, e ne riceve le istruzioni, che comunica al Governo, insieme alle lettere originali di Pericontati e Fortezza. A suggerimento del Ministro dell'Interno comunica agli stessi Pericontati e Fortezza le nuove commissioni da eseguire; poscia manda all'uno le istruzioni, e richiama l'altro a Palermo (foglio 99 a 106).
2 aprile 1849. Altro interrogatorio del Cassola. Riconosce le lettere ed i documenti di ogni sorta, che lo riguardano, e che diede o inviò a Fortezza ed al Ministro dell'Interno, e che gli furono sequestrati all'atto dell'arresto. Li firma insieme ai componenti il Consiglio, al Commissario istruttore, ed al Cancelliere (foglio 107 a 114).
2 aprite 1849. Elenco dei documenti riconosciuti (foglio 115 a 116).
5 marzo 1849, Domanda di Cassola al Governo, perchè gli sia liberata una cauzione di Onze 450, che dice essere depositata a suo conto nella Tesoreria Generale (foglio 117 a 118).
8 marzo 1849. - Medesima domanda diretta al Ministro dell'Interno (foglio . 119 a 120).
13 febbraio 1849. Lettera di Pericontati a Cassola: si lagna della negligenza dei suoi compagni, racconta lo sue pratiche, le difficoltà incontrate* lo circostanze favorevoli alla causa regia; che il Re dovrebbe far presto, e non differire, perchè gl'indugi fan male (foglio 121 a 122).
23 febbraio 1849. Idem: Si lagna del silenzio di Cassola; dice che le cose vanno bene e sol si manca di direzione (foglio 123).
4 marzo 1849. Idem: Annunzia, che in Augusta* Siracusa e Catania tutto va bene per il Re, ed anche meglio nell'interno della provincia (foglio 124).