Rassegna storica del Risorgimento

TOMMASEO NICCOL? ; MARSILLI FRANCESCO ANTONIO
anno <1939>   pagina <743>
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VARIETÀ, APPUNTI E NOTIZIE
UNA LETTERA DI NICCOLÒ TOMMASEO A FRANCESCO ANTONIO MARSÌLLI
Fra gli autografi esistenti nell'Archivio dell'Accademia rovere tana degli Agiati, si trova pure una lettera di N". Tommaseo al patriota trentino F. A. MarsiDi. Essa è del 1848, l'anno fatidico in cui il nome del grande dalmata ministro della effimera nuova Repubblica di San Marco e quello, per quanto più modesto, del deputato roveretano la figura più rappresentativa dell'esiguo gruppo dei rappresentanti tren­tini ed adriatici in seno alla prima Costituente tedesca sono associati in una comune azione di italico amore. Ecco la lettera;
Pregiatissima Signore, W9i
Venezia, 21 giugno 1848.
Tommaso Gar e a Parigi inviato della nostra Repubblica. Gioverebbe che egli si trovasse ora a Francofone; ma Ella in parte almeno, privatamente può far le sue veci. Certo i veri tedeschi devono accorgersi che la dominazione austriaca in Italia non pud essere tollerata: che le apparenze di mansuetudine e probità che coprivano la cupidità e l'ingiustizia, ormai sono tolte di mezzo. Le moltitudini intere, il sacerdote, la donna, il fanciullo, tutti manifestarono schiettamente, unanimamente il ribrezzo 'dell'essere signoreg­giati da tal potestà. Quand'anco tutte le braccia italiane fossero fiaccate o recise, Iddio con un miracolo dileguerebbe di qui come polvere i cavalli e i cannoni dei nostri nemici. Se persistono, il disonore cadrebbe sulla Germania tutta intera, se con un grido di unanime indignazione non riprovasse il lungo misfatto. La Germania da ultimo trarrebbe più grande utile dalV Italia libera, che dalla schiava. Meglio avere un vicino che ci ami e rispetti, che non un servo in casa, il quale attenda d'infrangere la sua catena per servirsene come d'arme sul capo nostro. Non entro nei particolari del grave avvenimento, perchè non cono­sco a qual segno sicno giunte le questioni trattate così. Ma se Ella di ciò vorrà darmi contezza, le sarò grandemente obbligato e le scriverò quanto prima.
Creda alla mia gratitudine
suo obbl.mo Tommaseo.
*) F. A. Marsìlli (1804-1863) patriota e letterato, giornalista ed uomo politico trentino, fu per lunghi anni segretario della Accademia degli Agiati e del Municipio di Rovereto. Uomo di vasta cultura e di multiforme attività, fu nel 1848 fra i pochi deputati trentini inviati presso la Costituente germanica di Francoforte, rivelandosi abile e lungimirante uomo politico. Dopo questa parentesi parlamentare, il Mandili ritorno a Rovereto, dove coperse por molti anni la carica di Segretario della Camera di Commercio, coltivando in pa ri tempo i suoi studi letterari e trattando dalle pagine del Messaggiere con gronde competenza ed entusiasmo i più importanti problemi eco­nomici, sodali e politici della regione. Aveva vaste e cospicue relazioni con personalità illustri nelle lettere, nelle arti, nella politica, come risulta dal BUO ricco epistolario che esiete nell'Archivio dell'Accademia degli Agiati. La sua salma riposo nel famedio di Rovereto degno omaggio della citta al suo degno ed operoso figlio