Rassegna storica del Risorgimento
1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
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1939
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748
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748 Regina Terruzzi
costeggiale i prati una giovane coppia amorosa vestita a festa: egli vigoroso, cappello a cencio, cravatta svolazzante. Lei sottana nera e camicetta azzurra.
Con le braccia allacciati alla vita camminavano ridenti, involati dalla loro passione all'ora nera della città.
Li guardavo camminare invidiandoli e considerando che la gioia e il dolore si ritrovano insieme nei casi più impensati.
Sulla strada si spara spargendo il terrore; lì, nella viottola campestre, si passeggia fra alberi e siepi, immemori del tumulto fuggito per desiderio Pun dell'altra. Ecco, i due volti si accostano, le bocche si premono in un bacio che non finisce.
Riprende il tee, tee, tee, sul Corso; com'esile fusto, cui d'improvviso manchi ogni appoggio, la innamorata cade riversa a terra; l'uomo non c'è più e la donna con sulla bocca 1 ultimo bacio, giace sola.
Istupidita chiamo Margherita: Guarda, guarda... È morta. Vorrei andar giù... Ha ho paura .
Nuova raffica nell'aria*
Manco per sogno. Non sente che sparano ? grida essa spaurita.
E sui Corso... La poveretta è stata colpita da una palla randagia .
Randagia o no ne pad arrivare un'altra. Anche i signori Della Carlina vedono e si guardano bene dall'uscire.
La paura ci vinse entrambe.
Tratto tratto m'accostavo alle persiane. La innocente vittima era sempre là, esamine nella camicetta azzurra, sgargiante al sole.
* * *
La sera e la notte passarono con l'incubo del peggio. Invece niente rnppe il silenzio generale degli uomini e delle cose.
All'alba la gelida innamorata non c'era più.
Margherita, come al solito, andò alla prima Messa, e se ne tornò dicendomi che tutto era tranquillo, più tranquillo degli altri giorni; la gente non andava al lavoro.
Per tempo mi recai a scuola. Il Corso Lodi deserto; tutte le persiane chiuse; soldati accampati sul piazzale, pattuglie in perlustrazione. Il Corso Romana invece presentava l'aspetto consueto.
A scuola trovai la signora Pellegrini già in attesa.
Le raccontai della mia morta; ella sapeva di altre.
Il movimento popolare si estendeva, e la reazione militare si faceva acerba. Le scuole temporaneamente chiuse.
Piuttosto inquiete ci domandammo quale era il nostro dovere nella triste contingenza e decidemmo di metterci a disposizione del Comune, il quale subito ci adibì ai servizi logistici per l'esercito.
Non rammento più in quale locale di Via Meravigli affettammo formaggio, salame ed imbottimmo pagnotte: caricate su ogni genero di veicoli correvano poi ai soldati posti alla difesa degli edifici pubblici. La carrozzella che andò all'Arena non potè tornare: era stata sfasciata dai fanti, che si precipitarono su di essa in tale numero e con tanta furia da impedirne la distribuzione. Non mangiavano da trentasei ore!
Il giorno dopo passammo in Piazza San Sepolcro per l'assistenza dei feriti. Erano moli*, non per furia omicida, ma per l'ordine umanissimo di sparare in aria dato ai soldati* forse prima di quello di chiudere le. persiane.