Rassegna storica del Risorgimento
1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
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1939
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Libri e periodici
i rimedi supremi* facendo l'Italia una un l'aiuto dell'Europa liberale ma anche dipendente di essa: dipendente fin che rivoluzione di popolo e genio autoctono non ebbero riconciliato la monarchia e l'Italia col Papato e restituita la vera indipendenza mentre il cristianesimo era condotto ad essere ancora principio o mezzo della nuova civiltà (v. p. 96).
Ci sono esperimenti necessari che devono essere pagati con la vita dei grandi autori? Dio solo potrebbe affermarlo. Per noi, dir questo a proposito del tentativo fatto dal Rossi, in quella fede che nel 1848 tutti i moderati ebbero nella conciliabilità della sovranità temporale della Chiesa con gli ordinamenti liberali e col risorgimento politico dell'Italia è dire altro che un e errore (pp. 115 e 114).
Sarà più logico e giusto riesaminare la storia nella sua oggettività positiva e nelle sue produzioni consecutive. Ripeteremo allora col Luzio che il cosiddetto realizzatore fallito ebbe il torto di prevedere ottanta anni prima la soluzione che i tempi maturi hanno imposto, e anche, col Biggini, che il Rossi fu il primo rappresentante di quel liberalismo costituzionale che trovò tanta applicazione e deciso sviluppo agli effetti della indipendenza e dell'unità della Patria in Piemonte (p. 116).
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I documenti che il Biggini pubblica son tolti dal R. Archivio di Stato di Torino (Sez. I legazione di Roma, anni 1847-49, e lettere Ministri Roma): dieci lettere del Pareto, dirette la prima, del 1847, al conte Solaro della Margherita, e le altre, del 1848, al geni. Perrone, Ministro degli affari esteri. Ne diamo il contenuto.
La prima, del 16 aprile 1847, informa dell'atteggiamento di riserva assunto dall'ambasciatore di Francia a Roma (Rossi) di fronte alle pressioni popolari e alle concessioni del Pontefice le quali avevano avuto dianzi il suo appoggio entusiastico; atteggiamento, secondo il diplomatico piemontese, consigliato dalla premura che la monarchia francese mette a evitare un intervento austriaco.
Gli altri nove dispacci si riferiscono tutti al ministero Rossi (settembre-novembre 1848), in special modo ai progetti di Lega.
A Roma si sente che al progetto di Lega Rosmini il Piemonte non aderisce dans Ics vues d'un intérèt particulier e al Pareto è stato riferito che le langage temi dernièrement par le Cte Rossi sur la polttiquc quo doit suivre la Ste Siège ne saurait pas nous donner la certitude de trouver à Rome l'appai que nous y aurions sì la ligue était conclue (21 settembre).
Rossi ha sottoposto al Papa un nuovo progetto di Lega, di carattere difensivo all'esterno e conservativo all'interno; mentre si è in apprensione per la rcunion federative qui va avoir lieo chez nous et à Iaquellc vont se rendre, à ce que l'on dit,. les personnes les plus connues ici pour leurs opinions avaneées comme le Prince de Canino et Mr. Sterbini (1 ottobre).
I giornali della capitale naturalmente disapprovano una confederazione che non sia la Dieta che riconosca il suo mandato dal popolo (3 ottobre).
II progetto è consegnato al Pareto, in via non ufficiale, dal Mgr. Corboli. Esso non ha l'approvazione del Rosmini e del Bargagli (toscano) soprattutto perchè vi si manifesta l'intenzione del Cte Rossi di favorire più ohe mai la Corte di Roma concedendole tra lo altro la facoltà di concludere, separatamente dagli altri Stati collegati, trai tati e convenzioni che riguardami direttamente o indireitanifitia affari religiosi; libertà di cui, conoscendo lo spirito che dirige la S. Sode, potrà ossa al certo valersi a danno dodi altri Stati confederati .
Il Rosmini non accetterà neppure la dichiarazione proposta dal Governo piemontese comecho do lui creduta non solo insufficiente a soddisfare lo esigenze delle popolazioni, ma altresì contraria a quelle opinioni politiche eh egli intende far prevalere (19 ottobre).