Rassegna storica del Risorgimento

1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
anno <1939>   pagina <759>
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Libri e periodici 759
La Toscana ha proposto modificazioni al ponto medesimo su coi insiste l'ubate Rosmini, cioè quello dell'elezione che debbono faro i poteri legislativi dei deputati da mandarsi alla Dieta (il solito democratismo idealista del filosofo) e il Pareto crede che anche il Governo di Torino vi aderirà (13 ottobre).
Il Ministero Rossi non cade; il Papa si loda di Rossi, perciò che questi esclude nuova guerra e credo sana politica il consolidare le istituzioni costituzionali, le quali un giorno potranno facilitare quell'intiera indipendenza d'Italia che per ora gli sembra impossibile il potersi acquistare. Inoltro il Ministro si astiene dal por mano ai beni ecclesiastici (14 ottobre). (Coincidenza di data con una delle intimazioni minacciose anonime indirizzate al Rossi, a ritirarsi dal Governo).
Rosmini denunzia un mutamento nelle intenzioni del Papa in un senso reaziona-rio e ne accusa il Rossi, il quale forse tende piuttosto a stringere Lega con Napoli ove si lusinga di trovare più facile adesione alla politica che intende seguire (18 ottobre).
Il Governo piemontese ha incaricato il De Ferrari di proseguire le trattative riflettenti la Lega politica. Da un colloquio col card. Soglia, titolare del Ministero, il Pareto è convinto essere il Governo pontificio fermamente persuaso che quasi insormontabili difficoltà si oppongono alla Lega di cui si tratta e che le stesse s> attribuiscono in gran parte alla condotta fin qui tenuta dal nostro Governo (27 otto­bre). (Ecco il motivo del cocente articolo del Rossi, del 4 novembre, tacciato dal Giova-gnoli di improntitudine. Il Governo piemontese non voleva concludere la Lega, e il suo rappresentante a Roma dice come di ciò sia persuaso il Governo pontificio).
L'ultimo documento riportato, non però completamente, sempre il Pareto al Perrone, è del 13 novembre, e si occupa dei negoziati fra Roma e Napoli: qualche indizio, tuttoché finora assai vago, mi dà luogo a credere che effettivamente il Gte Rossi si propone di stringere un patto con quel Governo . Lo scopo principale cui tende­rebbero le negoziazioni del Ministro dell' interno sarebbe quello di ottenere da Napoli una forza armata nel caso che scoppiasse un qualche movimento rivoluzionario, ecc.. (Documento che potrebbe esser grave: due giorni prima dell'assassinio. Da conside­rare quelT indizio tuttoché finora assai vago , che diverso forse non poteva essere).
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Le Lettere di un dilettante di politica sulla Germania, la Francia e V Italia per la prima volta pubblicate, prendono 46 pagine del volume del Biggini. Rossi le ha scritte, com'è noto, nel ritiro di Frascati, e ha posto in fronte alla prima la data del 20 giu­gno 1848. Ammirate dai pochi che le conobbero prima di noi, com'è riferito nella nota introduttiva del Biggini, hanno ancora oggi per noi voce viva, per considera­zioni e presagi.
Nel discorso sulla Germania, che si finge rivolto al Signor Barone...* troviamo ì seguenti passi:
JI rinnovamento spontàneo e riflessivo della Germania, e il risorgimento pia forse impetuoso, mti non meno spontaneo e sincero deW Italia, preserveranno, spero, la libertà e la civiltà europea dalle crudeli ferite che start per ricevere dal proletariato, che non vuoisi confondere colle dottrine liberali, e neppure colle repubblicane. Se questo flagello non valica nò il Reno, né la Manica, né i Pirenei, né le Alpi; se non può far velo alla Francia colla vanagloria di un rapido ed efficace apostolato, né stordirla collo strepito delle vinte battaglie* essa ne ravviserà ben presto, e già ne ha dato manifesto segno, la tur' pitudine e Vimpotenza* Chi potrebbe sansa ingiuria supporre che la Francia porrà lungo tempo in oblìo la sua grandezza, la sua dignità, la sua gloria?,
* Che dirovui della Spagna, delia Sicilia ed anche, o carissimo, della Polonia, benché voi possediate il ducato di Postiamo, e vi siate a mal in cuore, lo credo, fatti complici del misfatto di Cracovia? Pensate mai alVire che accese, alle nause che suscitò, ai giura­ménti che provocò nel profondo dei cuori quest'ultima e sì matta violenza alla nazione