Rassegna storica del Risorgimento

1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
anno <1939>   pagina <761>
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Libri e periodici 761
II secondo moto italiano è il moto che vuoisi chiamar nazionale* quest'impeto santo odia risorgente Italia che la spinge a scuotere qualsiasi giogo straniero* a spezzarlo coWarmi.
Ma se Vamore della patria è fiamma divina, non vuoisi però scambiarlo co' segni di fantasie sregolate....
II seiino dei dottrinario avvezzo alle responsabilità del vero avvisava la realtà della situazione:
1/Austria* nemica gagliarda ancora e ostinata, Russia non amica, Germania ed Inghilterra neutrali, ma per cagioni diverse* oliente e sospettose... .
L'intervento del Papa, senza il di cui aiuto morale il risorgimento d'Italia non poteva essere saviamente tentato* non poteva spingersi fino a una dichiarazione di osti­lità, senza il pericolo di provocare una guerra di religione e di razza. Le agitazioni del mezzogiorno, le barricate alla parigina, hanno provocato il ritiro delle armi napo­letane; i Veneti giuocnno alla repubblica, come tenessero papa e re in conto di condottieri; la lega è rimedio troppo tardo e ordinamento precoce...: in conclusione: x destini dell'Italia sono oggi racchiusi sotto la tenda di Carlo Alberto.
Cagione di rovina all' Italia può essere dunque questo terzo moto dì proposte di lega, di assemblee costituenti* di governi provvisori* che mal nascondono il pensiero della Repubblica* la quale sarebbe sempre opera violenta di una fazione* quindi sorgente di civili discordie* cagione d'indebolimento .
Se la monarchia è utile altrove* ali*Italia e necessaria. Monarchia è unità, è pos­sanza. E di questi rimedi non può privar l'Italia chi ne ha cara la salute, l'indipendenza* la gloria. Unità* rimedio ai pericoli interni* possanza agli esterni. Né il secondo può star senza il primo. Chi il primo niega, niega il secondo* e vuol l Italia serva dei forestieri.
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Pad esser suggello al lavoro di rivendicazione che ormai si compie della gran­dezza politica del Rossi nel campo del Risorgimento italiano, quanto a prefazione dell'opera del Biggini ha scritto Arrigo Solmi:
< Pellegrino Rossi, economista, civilista, costituzionalista, uomo politico, pur sviluppando una dottrina di vasto respiro, resta quello che si era rivelato nella prima guerra dell'indipendenza italiana, nel 1815: genio politico italiano, intento a creare le forme dottrinali e pratiche per la nuova sistemazione dell'Europa civile, sotto l'ispirazione e la guida del pensiero e dell'azione politica italiana, incentrati in Roma, e destinati alla salvezza della civiltà.
Rappresentante di quel liberalismo costituzionale, che doveva consentire la for­mazione dell'edificio politico dell'unità italiana, e perciò federalista, per raggiungere P ideale dell'unità. Pellegrino Rossi, costituzionalista e nomo politico, è fra i maggiori costruttori dell'indipendenza e dell'unità italiana, da cui dovranno muovere le maggiori conquiste della nuova Europa civile). FRANCESCO ANELLI
Storia militare della Colonia Eritrea. Ministero della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico, Roma, 1935, volumi tre (voi. 1,1869-1894, pp. 322: -voi II, La Campagna del 1895-1896, con un'appendice contenente cenni sui principali avvenimenti dalla pace di Addis Abeba al 1921. Narrazione ed alle­gati, pp. 278: voi. II, bis* carte, schizzi, tavole). L. 42.
Lo scopo, che il valoroso Ufficio Storico del nostro Stato Maggiore dell'Esercito, a e prefisso, nello scrivere questa eccellente opera, è stato duplice. II primo proposito perseguito è stato quello di dora una matetica, chiara visione dogli avvenimenti poli­tici e militari, i quali hanno condotto il nostro paese, dalla modesta occupazione di Assab, nel 1870, per il benemerito padre Sapeto, sotto la forma di un contratto con