Rassegna storica del Risorgimento
1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
anno
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1939
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pagina
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763
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Libri e periodici 763
Gli AA. vengono ad esporre le prime vicende del nostro possedimento di Assab, dalle sue origini, con il padre Sapeto, cui l'apertura del canale di Suez dette la visiona chiara del valore che il Mar Rosso e le terre, da esso bagnate, acquistavano nella economia europea, alle prime esplorazioni dell'Acton e ai trattati di acquisto della baia di Assab, ne' quali si prestò, per puro spirito patriottico, la Compagnia Rubattiuo. La ripresa nostra nel 1879, alla quale non poca parte ebbero il Duca di Genova e il comandante De Amezaga; l'ampliamento della zona già acquistata nel 1870; le prime difficolta internazionali, specie con V Egitto e la Turchia, abilmente manovrate dal Foreign Office; l'eccidio Giulictti; l'episodio di Raheita, che ebbe la sua efficacia per decidere il Regno Unito a concederci di porre stabilmente il piede in Assab, pur entro pesanti limitazioni, fino alia Convenzione del 10 marzo 1882, con la quale la Rubat-tino cedeva al nostro Governo la proprietà di Assab, sono trattate dagli AA. con chiara concisione.
Si passa, dopo la ricostruzione delle prime nostre vicende coloniali, ad esaminare le ragioni che condussero l'Italia a Massaua. Nel secondo capitolo sono studiate le relazioni italiane con lo Scioa e con il sultano dell'Aussa: la difficile situazione inglese nel Sudan, dopo la ribellione Mahdista e i rapporti britannici con il Negus Giovanni, concretati nel trattato concluso tra questo imperatore e l'ammiraglio Hewett, nel quale i due negoziatori, volendo giuocare l'uno l'altro, si videro vicendevolmente giuo-cati; le ragioni storiche che indussero Londra a rivolgersi all'Italia per stabilire sulla costa del Mar Rosso una situazione, alla Gran Bretagna favorevole. Con documenti tratti dagli archivi del Ministero della Guerra è ricostruita la spedizione Bianchi; ne è spiegato l'eccidio, hi cui importanza storica consiste nell'avere resa plausibile, alla pubblica opinione, la spedizione a Massaua,
Ciò, che avvenne dal primo nostro sbarco alla aperta guerra con il Negus Giovanni, è ricostruito dagli AA. con efficacia e con vera utilità, per chi legge le loro pagine. Più frequente si fa la documentazione, inedita per buona parte, con l'avvicinarci alle vicende belliche italoabissine. E di notevole valore è la Relazione che il Saletta inviò al Ministero della Guerra e che sarebbe stato desiderabile fosse integralmente data alla luce. Essa non solo attira la nostra attenzione per quello, che in maniera diretta riguarda la occupazione di Massaua, ma per ciò che dice sopra il rapporto di questa nostra presenza sulla costa occidentale del Mar Rosso con le vicende anglo-egiziane nel Sudan e la caduta di Chartum. Gli AA. sono soldati e non vogliono uscire fuor della limitata cerchia storico-militare: ma essi, che pur hanno avuto a loro disposizione gli inserti riservati dell'archivio preziosissimo del loro Dicastero, qualcosa di più avrebbero potuto dire sul piano concepito in Italia, e da qualcuno in Roma ed in Londra studiato, per una nostra discesa su Cassala, come ci avrebbero potuto illuminare sulle vicende che arrestarono agli inizi questa spedizione.
Non fu facile la vita al Saletta in que* primi tempi. Ciò era già noto e lo confermano gli AA. con documenti inediti: impedimenti ebbe forse più da Roma, che dal Cairo e da Londra. Né v'è da maravigliarcene, riportandoci olla mentalità anticolonialista decisa, della maggior parte de* nostri uomini politici. Basterebbe per tutti Ferdinando Martini che, dopo dodici anni, doveva contribuire così efficacemente alla prosperità dell'Eritrea. Ne minori furono gli ostacoli che il Soletta trovò con il Negus Giovanni, che ai faceva forte del trattato Hewett per ricacciarci dal breve tratto di costa nel quale ci eravamo stabiliti, E non possiamo che convenire con il giudizio che gli AA. danno dell'operalo del primo nostro comandante militare in Eritrea; essi lo qualificano oculato e prudente; e chi conosce, per quello che fino ad oggi si può di lui sapere, con quante difficoltà in Italia ed all'estero egli ebbe da lottare, deve convenire che la valutazione, ohe qui se ne fa, corrisponde esattamente al vero.
Servendosi tanto dell'Archivio dell'Ufficio Storico del Ministero della guerra, quanto de* Documenti del Libro Verde, Massaua, gli AA, affrontano il periodo in cui Bus Alulo, inizia, per volontà del Negus Giovanni* la sua politica antitaliana, con