Rassegna storica del Risorgimento
1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
anno
<
1939
>
pagina
<
766
>
766 Libri e periodici
e dal De Martino, l'incontro del March, l'effetto che esso ebbe in Mcnelik e in tutta la min corte
Con il richiamo del Gandolfi e la nomina del Baratieri a governatore comincia la seconda parte della nostra storia coloniale, e maggiore, quindi, l'interesse de* lettori di questa opera. E evidente che gli AA., anche se guardinghi e deliberatamente alieni dal pronunziare giudizi ampli ed esaurienti su fatti e su uomini, hanno un alto concetto del Baratieri come soldato e come politico. E non hanno torto, se implicitamente contribuiscono olla riabilitazione di questo soldato, che se errori commise, ne subì una pena sproporzionata, travolto dalle passioni politiche, scatenatesi furibonde in Italia, non tanto contro di lui quanto contro la politica che lo aveva preposto alla nostra conquista coloniale. Si volle, nel Baratieri, colpire, un'altra volta, l'ideale di Francesco Crispi. Né valse al generale l'esser egli alto dignitario massonico. Òggi che, con maggiore serenità, si giudicano que* tempi, si vien rendendo giustizia al Baratieri, non per negarne le colpe, ma per comprenderle nella loro realtà e menzionarne gli indiscutibili meriti. E recentissime pubblicazioni documentarie di questo uomo, gli rendono ragione: come utile sarebbe riesumare, complete, le sue Memorie.
Ben in risalto sono poste la efficacia dell'opera del Baratieri per il migliore ordinamento della colonia, da' molteplici punti di vista, civile, economico, religioso, militare, e la sua campagna contro i Dervisci, che sbocca nella gloriosa giornata di Agordat. Nella quale rifulsero il valore e le attitùdini strategiche dell'Arimondi, la cui bravura in quella battaglia è ottimamente dimostrata in queste pagine. Seguono le narrazioni, tanto della occupazione di Gassala, quanto della ribellione di Mangascia, dello scontro di Haloi, della giusta punizione del traditore Batha Agos. E appare un nome, che resterà immortale nella storia dell'eroismo italiano, il maggiore Toselli. La favorevole situazione nostra nel Tigre convince il Baratieri ad occupare Adua. Non discutono gli AA., se questa avanzata fosse strategicamente lodevole o se non costituisse un giuoco d'azzardo, data la limitata nostra possibilità logistica, e le nostre scarse forze, quando non si voglia tener presente la pericolosa situazione politica, che contro di noi si veniva costituendo in Etiopia, per opera di nativi e da stranieri. Essi ci fanno solo intuire che non dividono del tutto il pensiero del Baratieri, accennando di volo a nuove complicazioni e olla permanenza di una minacciosa condizione di cose, nel Tigre e fuori del Tigre.
Le vicende del biennio 1895-96 che condussero da queste brillanti conquiste alla gloriosa, ma sventurata giornata di Adua ed alla pace dolorosa di Addis Abeba, sono narrate nel secondo volume. Il quale ha inizio con un breve, ma efficace esame degli errori, che furono allora commessi e che, bene, gli AA. riassumono nella mancanza di una nostra maturità politica che si traducesse in una cosciente, disciplinata unione di spiriti e in una volontà decisa, unanime di conquista. La inconsapevolezza di quel che sia una impresa coloniale, associata olla nostra impreparazione etica e politica, ed il prevalere, negli atti di Governo, della influenza della stampa e del Parlamento, sempre più sotto l'impero della estrema sinistra e della massoneria, portarono dialetticamente al marzo del 1896. Il che conferma l'idea de* grandi nostri precursori della unità e grandezza nazionale: che le imprese belliche, le opere di redenzione politica non si possono effettuare senea una profonda preparazione delle coscienze e del pensiero. La cultura intellettuale, la formazione morale sono granitiche basi di ogni popolo, che vuol essere grande.
In questo secondo volume, nel quale si avverte, fin dallo prime pagine, una maggiore profondità della storia nostra, uno stile più forte, una notevole indipendenza dallo stretto limite visuale che ha, nel primo tomo, eausato notevoli deficienze alla completa efficacia dell'opera, giusta parte 6 data subito al riflesso, sulle operazioni belliche, dell'ambiente politico, Interno ed estero. Ritornando, poi, alla storia militare pura, si illustrano le giornate gloriose di Coatit e Senafè e l'accreBohnento delle forze della colonia, richieste sia dal contegno di Miingascia,aia dal ritorno al potere di Crispi. Il Baratieri, ripresa la direzione della campagna, avverte il governo centrale che non bisogna farsi