Rassegna storica del Risorgimento

1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
anno <1939>   pagina <767>
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Libri e periodici 767
illusioni sulla situazione etiopica e che c'è da attendersi una grande guerra da parte di Mcnelik: La Roma si crede che il generale veda, esageratamente, la situazione e si invita 1 alto Comando a invadere il Tigre. È appena, così, accennata, ma tanto basta per prospettarcela chiaramente, nelle cause e negli effetti, la tragica contesa fra il Bar a-tieri, che parla da soldato, per la esperienza diretta acquisita nel posto, e il Governo che, non credendo alle minacce profilnntesi, poco consapevole di quel che fosse l'Etio­pia, interpretando le favorevoli azioni belliche ristrette nello spazio e nel tempo, come decisive battaglie, vuole, che ria, il temporaneo successo, sfruttato quale mezzo di con* solidamcnto del Gabinetto, nel Parlamento e nel paese. E così il Baraticri, obbedendo agli ordini superiori, riprende la marcia nel Tigre, entra in Axuui coadiuvato dalle colonne Salsa e Pianavia ; ma, anche in questo momento, la antitesi fra le sue conce­zioni e le vedute del potere centrale annulla i vantaggi tattici conseguiti. Il Coman­dante non cessa dal domandare i proporzionati mezzi contro gli eventuali pericoli e propone che si venga a un componimento delle nostre vertenze con Mangascia e Menelik. Il Blanc si oppone e propone al Bara rieri che, tutt'al più, venga a Roma a conferire con 1 Governo. E va, infatti, a conferire con i poteri centrali, visto che i suoi rapporti non gli concedono soddisfazione.
È, questa, una pagina della nostra storia coloniale e politica che deve essere scritta, non con intenti particolari, apologetici, ma con serenità scientifica. Ne acquisteranno gli uomini più in vista ei allora e poi, più bersagliati, il Crispi ed il Baratieri, mentre altre figure, politiche e parlamentari, di cui per qualcuna, appena appena oggi, si comincia a dire la cruda verità, ne scapiteranno, un poco, nella superficiale, comune stima che li circonda per la ignoranza nostra.
Gli A A., accennata rapidamente alla difficile situazione che inceppava il Baratieri ed il Crispi, vengono a trattare delle vicende della nostra colonia dal momento in cui ne assume il comando, durante l'assenza del Baratieri, l'Arimondi. Maconnen inizia la sna azione a noi ostile, Mangascia si riappacifica con Mcnelik. 11 ritorno di Baratieri dà vigoroso impulso alle imprese belliche, si prepara un piano di difesa il cui pernio Adigrat. Si può seguire, nelle pagine di questa opera, passo per passo, lo svolgimento non solo delle operazioni tattiche, ma delle pratiche che il Comandante in capo effettua per strappare dal Negus i capi tigrini. E gli AA. con perizia, si servono dei documenti inediti dell'Ufficio Storico che riescono veramente preziosi per la intelligenza dei fatti. E si intuisce che l'Arimondi forse non era all'altezza della situazione. Si giunge, cori, l'aperta lotta italo-etiopica. Gli AA. con copia di atti, fino ad oggi ignoti, discutono, se il Baratieri, nel disporre le forze, per fronteggiare le truppe del Negus, giunto al lago Ascianghi, abbia agito, con l'Arimondi, con la chiarezza, che afferma avere seguito quando ne scrive nelle sue Memorie. Gli AA. In negano e quindi una certa responsabi­lità egli ha nella giornata di Amba Alagi e nella morte di Toselli. Il dissidio fra 1*Ari­mondi ed il Comandante in capo si manifesta fin d'ora pericoloso, ma non possiamo non riconoscere che il Baratieri vedeva le cose, meglio del suo generale. Il torto de! vecchio soldato è stato quello, come bene accennano gli AA., di non avere saputo ade­guare alla chiara visione della reale situazione, presente e futura, una proporzionata volontà, con la quale.doveva imporsi a* suoi collaboratori. Un giorno si dirà quanto su ciò abbiano influito sentimenti e gelosie personali, non primo e non ultimo episodio della nostra storia militare, e non solo nostra. Ma la prima virtù del Capo e, appunto, il sapere piegare al suo volere con il prestigio che ne emana, i BUOI subordinati: questa virtù, questa ferrea volontà mancò al Baratieri. E ne risentì l'effetto doloroso la tragica campagna del 1896.
Pagine sentite sono consacrate alla gloriosa, quantunque sfortunata, giornata di Amba Alagi, i cui immediati effetti politici, come ben notano gli AA., furono quelli di rendere favorevoli a Menelik coloro che avevano por noi pencolato. 1/avanzata etio­pica vu Makulle, la ritirala di Arimondi, l'eroismo di Galliano sono degnamente trat­tate. Alla battaglia di Amba Alagi gli AA. fanno seguire una serrata critica dell'operato