Rassegna storica del Risorgimento

1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
anno <1939>   pagina <770>
immagine non disponibile

770 Libri e periodici
Ma altresì un'ultra finalità si prefigge questa trattazione, quella cioè di esaminare taluni rovesci del fronte italiano nel grande quadro delle sventure altrui, delle scon­fitte degli alleati come degli avversari per giudicare poi di certe soverchie compiacenze con cui studiosi d'oltralpe si sono soffermati su Caporetto o su altri insuccessi, quasi dimentichi non solo dell'obiettività ohe precipua dote anche in questo campo., ma anche di quella colleganza e di quella riconoscenza di cui avrebbero dovuto sentirsi altamente debitori.
Perchè l'amplissima trattazione del generale Bollati potesse avere un suo limite ben determinato, e non dovesse estendersi a fatti di scarso rilievo o cadere in omissiom rispetto ad altri fatti degni* di esame, bisognava intendersi bene circa il concetto di rovescio militare. E però il chiarissimo A. ha indugiato e discusso opportunamente prima di giungere a quella che si potrebbe chiamare la definizione di rovescio. Egli, anche ai fini del propostosi lavoro, considera rovesci degni di esame la perdita di numerose forze per effetto di avvolgimenti e di accerchiamenti; le rottura di fronti dovute a sfondamenti e che abbiano avuto per conseguenza o lunghe e disastrose riti­rate, o la necessità di rinforzi provenienti da altri tratti di fronte o da altri tratti d'operazione per ristabilire una situazione d'equilibrio; le grandi ritirate dovutela pressioni soverchiami, accompagnate da sensibili perdite ed implicanti abbandono j forzato di estesi territori, di linee importanti, di piazze ben munite e presidiate e più o meno largamente difese; ed infine, gli insuccessi che abbiano indotto a modificare radicalmente od almeno profondamente i propri disegni d'operazione o a rinunziarvi addirittura, o abbiano prodotto particolari conseguenze ,
Esaurite in un lungo capitolo introduttivo queste ed altre premesse, considerate le ragioni dell'opera fra le quali è da ricordare che lo studio intorno ai rovesci mili­tari è altamente patriottico e giova ai fini tecnici e nazionali più assai di quanto non possa giovare lo studio delle vittorie, l'A. entra senz'altro nel vivo della amplissima trattazione incominciando dal 1914 e precisamente dalle due offensive austroungariche in Serbia dall'agosto al dicembre dello stesso anno.
Da questo punto dobbiamo rinunciare a dare un'idea panoramica o anebe solo la visione di un angolo di cosi vasto panorama, giacché gli avvenimenti si seguono e si svolgono con tale complessità e discendono da cause cosi varie, numerose eintreccian-tesi, che anche il lettore che segue pagina per pagina l'opera ponderosa si troverebbe smarrito, se l'autore del volume non fosse una guida attenta, sicura e decisa, anche là dove più grave si presenta il groviglio e più forte la difficoltà di trovare la direttiva centrale.
Sotto questo punto di vista, gravi debbono essere state le preoccupazioni dell'A.; egli ha dovuto difatti non solo narrare, ma giudicare, e risalire, col sussidio della dot­trina e dell'esperienza sua direttamente vissuta, lungo la via sempre ardua che con­duce dagli effetti alle cause; ha dovuto scegliere fra fonti narrative pressoché innume­revoli, ma non sempre obiettive, e più spesso interessate; ha dovuto entrare, per cosi dire, in casa d'altri, e chiedere come siano andato le cose le più tristi e non già le cose più liete, ed ha avuto necessità di contentarsi di quelle risposte non sempre troppo aperte che gli altri a differenza di noi tengono preparate in simili casi; e final­mente ha dovuto anche lottate contro lacune che l'abbondantissimo materiale a dispo­sizione non. può colmare, e cioè contro quelle lacune cho derivano dalla mancanza di relazioni ufficiali dei vari eserciti, relazioni ohe solo in parte sono state compilate sin qui, o che, se sono in corso di compilazione, non sono ancora di uso pubblico.
Ed allora quando si tenga conto di quanto sopra abbiamo detto, il lavoro del gene­rale Bollati cosi come egli ce io presenta apparirà quasi come un prodigio, come il risultato felice di vaio di quei tentativi che suppongono coraggio non comune, scienza vasta e resistenza eccezionale in una fatica immensa di analisi e di aintesi, sempre forte e sempre tesa.
Per il 1914, oltre alle ricordate due offensive in Serbia, sono esaminate le batta­glie di Tonnenberg e dei Laghi M uKiiriuui; le operazioni dall'agosto al dicembre sulla