Rassegna storica del Risorgimento
1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
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1939
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771
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Libri e periodici 771
fronte austro-russa; quello del settembre sulla fronte occidentale (Marna) ; il rovescio della 3 Armata turca in Transcaucasia, che si chiude nel gennaio 1915.
Per questo anno 1915 sono esaminate le offensive austro-ungariche nel Carpassi, la battaglia masuriana del febbraio, lo sfondamento di Gorliee, la ritirata dell'esercito serbo, il fallimento dell' impresa dei Dardanelli, le operazioni in Mcsopotamia.
Per il 1916 sono oggetto di studio gli sfondamenti di Lick e di Ukua, la conquista di Gorizia e di Doberdò, il rovescio dell'esercito rumeno; per il 1917 la conquista della Bainsizssa, la dodicesima battaglia dell'Isonzo, le operazioni in Alesopotamia, nel Sinai e in Palestina* l'oll'cnsìva di INeville e la battaglia di Candirai; per il 1918 i rovesci degli Alleati nel ponto semestre, il fallimento austro-ungarico sul fronte italiano nel giugno, gli altri rovesci tedeschi sul fronte occidentale, il crollo della fronte delle potenze centrali nei Balcani, i rovesci neh" Oriente asiatico, il rovescio austro-ungarico a Vittorio Veneto.
L'A. ha in fine tentato un riepilogo non dei fatti, ma degli ammaestramenti e delle leggi che nascono dai fatti esaminali. Egli viene cosi a stabilire quasi una graduatoria delle cause dei rovesci, fra le quali cause notiamo poste in particolare evidenza quelle di ordine morale.
Certo appare vero dalla storia di ieri, e più. apparirà dalla storia di domani in conseguenza della maggior partecipazione dell'intero paese e non dei combattenti soltanto alla vicende di guerra, che fattore importantissimo di vittoria è lo: spirito di cui un. popolo è animato. Il popolo che non è animato da una grande idea di giustizia, che non è illuminato da una grande luce ideale, non sa adoperare le armi anche le più perfette, o almeno non trae da esse tutto il rendimento, li concetto di nazione armata nelle braccia come negli animi appare, anche nel volume del generale Bollati, come una di; quelle verità su cui non è più possibile dubitare; una verità che si traduce e si deve tradurre in comandamento.
PIERO ZAMA.
BRUNO COCEARI, L'opera della Commissione Centrale di Patronato tra i fuorusciti adriatici e trentini durante la grande guerra. Trieste, Onichia Tipografica della Editoriale Libraria, 1938-XVI, pp. 238, s. p.
È una conferenza tenuta nella Sala del Littorio a Trieste il 28 aprile 1937-XV, che assume perà l'importanza di un vero e proprio studio, perchè è corredata di numerose e interessanti testimonianze tolte dagli archivi privati di alcuni cittadini benemeriti che alla Commissione Centrale di Patronato tra i fuorusciti adriatici e trentini della grande guerra diedero la loro opera feconda e devota.
Tutti gii Italiani dovrebbero leggere questa illustrazione commossa e precisa della vita dei fuorusciti e dei profughi nelle retrovie, ai quali è dovuto un giusto riconoscimento per l'incomparabile tenacia dimostrata nel resistere fino all'estremo alle prove più angosciose e più aspre per difendere la propria libertà e la purezza della propria stirpe.
Dalle pagine del Coceani, servendoci anche, quando è d'uopo, dell'ampia documentazione* stralciamo i punti maggiormente degni di rilievo.
Avvenuta la tragedia di Sarajevo lo popolazioni adriatiche e triestine ebbero la certezza che inevitabile e non lontano sarebbe scoppiato il conflitto tra l'Italia e l'Impero degli Asburgo. I giovani oltrepassarono il confine per sollecitare*in patria la liberazione della loro terra e quanti di essi si trovarono nella penisola non fecero più ritorno. Invitati dal Governo austriaco a rientrare nei confini della Monarchia, rispose por tutti Ruggero Fatuo con la sua memorabile lettera all'imperiale regio Console d'Austria-Ungheria a Roma: rispose come risposero nel 1860 alcuni volontari trentini, esuli dagli Stati di Sua Maestà Imperiale Regia Apostolica: Nati e cresciuti in suolo italiano non possiamo rimanere senza rossore sul volto e H rimorso nel cuore, indifferenti spettatori