Rassegna storica del Risorgimento
1898 ; MILANO ; SOCIALISMO
anno
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1939
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pagina
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773
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Libri A periodici 773
il diritto che è concesso al piil umile cittadino di morire per il proprio paese. A risolvere questa e altre difficoltà mancò al Governo, soprattutto in principio, tma direttiva precisa. Distribuzione improvvisata, piena di disagi : disparità di trattamento; spere* qiiazionc nella distribuzione dei sussidi: da ciò mnlrontento ed esacerbimelito, ansietà, nostalgia, sconforto. Non 6 che il Governo fosse sordo e ingeneroso verso i profughi; piuttosto, non aveva previsto il fenomeno, e si trovò impreparato quando sì trattò di prendere imprevedut ameni e delle misure.
Dopo Caporct t.o una nuova massa imponente delle tre Venezie si sparpagliò in tutta la penisola, rendendo più arduo il problema dell'assistenza. Poiché i profughi avevano superato il mezzo milione, il Governo istituì un organismo apposito che si rèndesse cura della sorte e delle condizioni di questa imponente trasmigrazione. Fu creato cosi l'Alto Commissariato dei profughi di guerra, e a reggerlo furono chiamati coloro che, esuli ancora nella loro vera patria, per .molti anni erano stati segnacolo d'italianità nelle terre irredente. L'opera di questo Commissariato comprendeva due diversi ordini di provvedimenti: assistere e tutelare i prò fu chi come persone e curare eli interessi collettivi delle regioni invase e sgombrale.
TI problèma dell'approvvigionamento degli alimenti e degli indumenti presentò non poche e non lievi difficoltà. Si era diffuso il concetto che i profughi vivessero delle assegnazioni delle, province e dei comuni ove erano dislocati, provocando uno stato d'animo nelle popolazioni dei proroghi che degenerò in qualche località in episodi incresciosi. Qualche amministrazione comunale si rifiutò di rilasciare Ir tessere ai profughi per boicottarli con la draconiana misura del taglio dei viveri. L'A. cita a questo proposito relazioni delle inchieste fatte dall'Alto Commissariò, dalle quali risulta, con certezza di dati, che da parte di qualche autorità vi fu addirittura una vera è propria persecuzione. Le condizioni d'animo dei profughi, segnatamente di quelli che/emergevano per onorabilità, per studio, per ingegno, si possono tradurre con una sola parola: esasperazione. Le vittime erano offese nei loro più alti beni morali, senza efficace possibilità di reclamo alla giustìzia. Malgrado i migliori difendessero con le armi ni fronte le ragioni della stirpe e molti già fossero caduti, da troppi ancora gli irredenti non erano conosciuti a sufficienza.
Alla fine del 1917 si gettarono le basi per la creazione di un ente che, sotto il nome di Associazione politica fra gli italiani irredenti, assurse a grande importanza per la tutela dei fuorusciti,
li nuovo ente doveva essere il Consiglio Nazionale dei profughi, il loro parlamento fai terra domestica e libera. Non tutti però furono d'accordo: molti erano del parere che la creazione della nuova associazione fosse un'antitesi con il resto del Paese. TJn gruppo di irredenti nel febbraio del 1918 affermò di riconoscere quale unica rappresentanza legittima della collettività degli italiani irredenti e redenti il Governo di Roma. Si dimostrò contraria la democrazia sociale irredenta e a quest'azione di solidarietà socialista e internazionale aderirono gli uomini più. in vista! òhe nelle terre ancor sogetette allo straniero avevano militato nel partita socialista, nella democrazia sociale italiana, nella frazione democratica e operaia del partito nazionale. La democrazia acciaia era convinta che un'azione armonica delle nazionalità oppresse dall'Austria avrebbe potuto produrre molteplici e serie conseguènze all'intorno e all'esterna della Monarchia anatro-ungarica, e confidava, per riuscire nello scopo, nell'ausìlio delle grandi democrazie rlì Francia, di Inghilterra e di America. Tale scissione, nefasta nelle file degli adriatici, non si verificò in quelle dei treni ini, i quali, dando prova di ammirevole disorolinn, aderirono compatti ainAssociazionè.sènza frazionarsi o indebolirsi in partiti nell'ora della lotta, quando era indispensabile la più stretta unione delle forze. Non c'è dubbio che le aspirazioni polìtiche degli irredenti correvano rischio di frmnisersi dentro inopportune schermaglie sociali ma, peggio ancora, di turbare la politica dell'Italia. La social-democrazìa italiana segui la sua strada. Fu présente con quattro delegati al congresso laburista interalleato di Londra e di Parigi e .alla