Rassegna storica del Risorgimento
AREZZO ; GIORNALISMO
anno
<
1939
>
pagina
<
783BIS
>
784 Ugo Santa Maria
istantanee, qualche aspetto più caratteristico ed originale delle genuine tendenze popolari e delle passioni di parte di un'epoca da cui ebbe pia sensibile principio la storia del nostro Risorgimento.
Ma non basta. Si è recentemente determinata e molto lo dobbiamo anche alla illuminata volontà di Arnaldo Mussolini che ne additò la via una decisa corrente di studi sulle prime manifestazioni ed attività del giornalismo politico italiano, che, com'è noto, trasse le sue origini dalla instaurazione e dal fiorire delle repubbliche italofrancesi nel triennio 1796-99. Orbene, sotto tale aspetto questi appunti potranno forse tornare di qualche utilità, non fosse altro per uno scopo: quello di mostrare una tangibile eccezione alla regola, invero troppo assiomatica, che suole attribuire là maternità della stampa periodica italiana alle sole correnti democratiche nostrane, occupate e preoccupate in quel periodo ad assimilare e divulgare le ideologie novatrici di Francia.
Se le fortunose vicende di quegli anni, sì strettamente connesse a quelle dell'Armata francese d'Italia, costituirono Voptimum d'esistenza e di sviluppo della stampa giacobina e gallofila, e se le nascenti istituzioni giornalistiche, a cagione della particolare situazione dei ceti, furono ben presto un esclusivo monopolio della borghesia colta ed impaziente, non mi sembrano, questi, motivi sufficienti per escludere come si è escluso e ancora si esclude con facile illazione ogni e qualsiasi tentativo d'un giornalismo politico, sia pure occasionale, di parte reazionaria. Basterebbe soltanto pensare che, essendo la stampa diventata subito un'arma abbastanza efficace nelle mani d'una delle due parti in contrasto, l'altra non poteva rinunciare ad adoperare ove avesse saputo e potuto nella fervida battaglia politica del momento, il medesimo mezzo di lotta.
Va d'altronde subito notato che questi tentativi di stampa insorgente furono oltremodo esigui. Infatti, basandosi la reazione anti-francese di quel triennio massimamente sui moti delle più umili classi sociali, nella quasi totalità illetterate, la stampa periodica risultò un mezzo di combattimento di efficacia quanto mai limitata. Alle insorgenze convennero piuttosto il manifesto ed il libello volante, che meglio si prestavano alla riproduzione ed alla distribuzione clandestine. I pochissimi giornali periodici antigiacobini ebbero, cosi,
1) Nuova Enciclopedia Popolare, Torino, 1846, Giuseppe Pomba e Coinp., editori, tomo VI, p. 1160; BENEDETTO CROCE, La Rivoluzione napoletana del 1799, Bari Giuseppe Laterza, 1912, p- 22; F. FATTOHELLO, Il Giornalismo italiano dalle origini agli anni 1848-1849., Udine, Istituto delle Edizioni Accademiche, 1937, p. 135 e segg.