Rassegna storica del Risorgimento

AREZZO ; GIORNALISMO
anno <1939>   pagina <787>
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Dìgitus Dei est hic . L'insorgenza aretina, ecc. 787
fu certamente la voce ufficiosa del Governo Provvisorio aretino. Infatti fl. primo manifesto chela Giunta Civile rivolse alle popolazioni toscane, dopo la presa di Cortona, ai primi di giugno del 1799, nell'intento di liberare tutto il territorio del Granducato dai Francesi, prendeva per l'appunto inizio da questo trinomio che, poi, collocato in testa a quasi tutti i proclami e gli atti della Giunta, servi, come osservano il D'Ercole x) ed il Lumbroso, 21 da contrapposizione 3) ed antitesi a quello ben più. famoso di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, d'importazione giacobina. Ed a maggior comprova della ufficiosità della Gazzetta, serva l'estratto d'una lettera spedita da Forlì il 3 giugno, pubblicata nel numero del 18 seguente. Ne fu l'autore un Commissario del Supremo Governo Provvisorio presso il quartier generale dell'esercito austriaco, allora in Romagna. Mi par proprio di riconoscere in questo improv­visato incaricato d'affari aretino quel canonico Chrisolino, autore della nota Storia dell'insurrezione,4) della cui missione presso il Generale in capite austriaco Kray si intrattiene il Lumbroso.5) Oltre alla coincidenza dei tempi, mi pare infatti di notare anche una certa simiglianza di stile.
Il Signor Generale in capite Kray. 6) comandante l'assedio dì Mantova, piena­mente da me informato delle attuali circostanze nostre, doppo aver esclamato Bravi gli Aretini ha accordato per codesta Città una divisione di truppe di Cavalleria ed Infanteria, diretta da un valoroso esperto Comandante. Gli presentai la nostra Madonna del Conforto, che Egli molto gradi, e in contraccambio, mi regalò una medaglia d'oro del valore di 10 zecchini. Gli presentai pure le nostre prime due Gazzette,6) e le due risposte ai Proclami Francesi. Egli tutto lesse con sommo diletto, e col mezzo di un Corriere pronto a partire per Vienna, le spedì al nostro Amato Sovrano.
i) M. D'EBCOLE, op. cit., p. 96.
z> G. LUMBROSO, op. cu.., p. 150, nota 3.
3) Valga a confermarlo, del resto, nel numero del 17 agosto, p. 2, della stessa Gazzetta, il passò seguente d'una corrispondenza da Rocca San Casciano, datata del 15 luglio, che descrive lo stato d'animo di quella popolazione, indottasi anch'essa, suiresempio dell'Aretina, ad affrancarsi dai Francesi: Penetrati (gli abitanti) quindi dalli stesai principi di Religione, Lealtà e Costanza, che avevano servito di base alla intrepida celebratissima rivoluzione dell'eroica citta di Arezzo, risolsero di confede­rarsi con la medesima... .
*) G. B. CHHISOMNQ. op. cit.
s) G. LOMBROSO, op. cit., p. 150.
<") Il generale Paolo Kray, barone di Krajova (1735-1804), vecchio e provato officiale dell'Impero, stava allora per chiudere in Itali, con una certa fortuna una lunga e non oscura carriera. Dal 7 aprile aveva intrapreso l'investimento di Mantova* ov'eranfi ridotti i Francesi comandati dal generale Foiasac Latour, ma aveva dovuto trasferire nel mese successivo il suo quartier generale in Romagna, costretto dagli avvenimenti a sospendere l'assedio e limitarlo ad un semplice blocco, per fare fronte all'Armata francese di Napoli che, guidata dal Macdonuld. sopraggiungeva dal sud.