Rassegna storica del Risorgimento
AREZZO ; GIORNALISMO
anno
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1939
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pagina
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795
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Digitus Dei est hic . L'insorgenza aretina, ecc. 795
s erano fatti in. quattro, sempre per quel benedetto timore, nel persuadere i villani, già in subbuglio, a tornarsene ai campi ed a non. sfidare la cieca repressione dei Francesi. *)
Insisto su questo punto, che è la chiave di volta del motivo per cui l'insurrezione aretina abbia mantenuto sempre malgrado gli eccessi, le atrocità e tutti gli altri delitti di folla, le cui peggiori manifestazioni culminarono nelle stragi di Siena un tono meno feroce della meridionale, e abbia, perciò, prodotto conseguenze nel tempo molto meno dolorose e dannose della Santa Fede.
Al primo periodo del moto appartennero le tre più clamorose operazioni militari dell'armata insorgente: la presa di Siena (5 luglio), la marcia su Firenze (6 luglio) e la presa di Perugia (3 agosto).
I testi delle relative capitolazioni che anche l'insieme delle condizioni pattuite col Senato fiorentino, suona, in sostanza, come una vera e propria capitolazione a) appaiono integralmente riportati nella Gazzetta. Anche riportate, e di qualche interesse storico, sono le tipiche risposte e le osservazioni fatte, articolo per articolo, dal Comando militare aretino, alle proposte degli assediati. A ch'io mi sappia, dai principali autori che scrissero sul movimento mai furono riprodotti in estenso tali testi, e tanto meno le caratteristiche pattuizioni che li determinarono. A me qui piace, perciò, sottoporle all'esame del lettore, tanto più che questa singolare documentazione offre vasto campo alla riflessione.
8); È, al proposito, sintomatico questo passo tratto da una lettera datata del 15 loglio da Rocca San Casciano e pubblicata nel numero del 17 agosto, a p'.=3 della Gazzetta:
I Prelodati Signori Odoardo Ferrati, e Scipione Valerio Fabbri, meritano la comune estimazione per la loro savia condotta nelle predette critiebe circostanze. La contrarietà al Governo Francese non potevano meglio esternarla, che col tenere indietro per quanto poteasi, gli ordini Francesi, col temporeggiare prudentemente, e coll'ani-mare il Popolo alla buona Causa .
Sempre sullo stesso argomento, mi sembra poi stranissimo che a tutti sfa finora sfuggita una corrispondenza in data 7 maggio (18 fiorile) da Montevarchi, apparsa nell'avversario Monitore Fiorentino a. 53 del 25 maggio, sul primo fallito tentativo insurrezionale antifrancese di quella terra. Vi si apprende, tra abbondanza di particolari e di lodi, che nientemeno, la stessa coppia Mari, destinata ad assumere, appena un mese dopo, nel movimento quel clamorosissimo ruolo che tutti sappiamo, si distinse agli occhi dei giacobini... nel pacificare gli animi e sedare il tumulto già avanzato dei villani! Un reparto francese, fuggito da Arezzo e di passaggio, non osava entrare in paese ne] timore che anche questo si fosso sollevato. 11 cittadino Lorenzo Mari, allora, gli andò incontro, lo invitò a Montevarchi, ove gli fece le più festose accoglienze, e la bella cittadina Mari preparò persino fasce e bendaggi per i feriti francesi. Entrambi si fecero, poi, rilasciare .. non si sa mai! dal Capitano cisalpino-, comandante io sporco drappello, un certificato di patriottismo!
2) LOMBROSO, op. eit.t p. 159.