Rassegna storica del Risorgimento
AREZZO ; GIORNALISMO
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1939
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798
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798 Ugo Santa Maria
Secondo. Se sia contento di cedete le Fortezze, le Porte, e la custodia dette Caserme, Munizioni, Cannoni, Armi, ed altri oggetti militari.
il Senato è ben contento.
Terzo. Che siano accordati gl'onori Militari nell'ingresso in Firenze, ed altre occasioni, che sono ben dovuti ad un'Armata regolare, che si espone per portarsi al soccorso di Firenze.
il Senato io trova giusto e Vaccorda.
Quarto. Che 1*Armata Aretina non intende di riconoscere, e dipendere se non dal suo Comand. sintantoché da S. A. R. non venga ordinato diversamente, o sintantoché non venga con l'Armata Tedesca un Comand. di rango maggiore del Comand. Aretino.
il Senato ne conviene, ed approva pienamente.
Quinto. Che l'Armata Aretina si presterà all'osservanza delle Leggi, ed al sistema economico derivante da S. A. R.
JZ Senato risponde, che questo è appunto il suo voto, e la sua intensione.
Sesto. Che l'Armata Aretina debba essere fornita di Alloggi, Razioni, e t utr altro, che si fornisce in tale occasione ad un'Armata.
Il Senato ne conviene interamente.
Settimo. Che qualche Commtinista con una porzione di Truppa Urbana si porti a qualche distanza a ricevere l'Armata Aretina per unirsi, e darsi l'abbraccio di Fratelli.
Il Senato approva, e ne conviene.
Ottavo. Ghe il Governo assista il Militare Aretino in tutte le istanze giuste, che gli farà non tanto per la propria sicurezza, quanto per tenere custodite, e fuor di stato di nuocere tutte le Persone sospette, e di dubbia o cattiva intenzione per essere giudicate a forma delle Leggi di S. A. R.
Accordato pienamente dal Senato.
Segnati - Si conviene: Senatore Cesare Goti. Senatore Andrea Ginori. Senatore Federigo de' Ricci,
A tenore del convenuto nel giorno 7 il nostro Sig. Commiss. D. Donato Landi prese possesso delle Fortezze all'ore una, e mezzo Pomer. ed alle ore sei fece il suo ingresso in Firenze la nostra Armata.
Questo ingresso non poteva essere per noi più consolante. Affollato era il Popolo fuori di Città, nelle Strade, nelle finestre, e per sino sopra i tetti. Innumerabili furono gl'evviva di tutti; incredibili le acclamazioni di ogni Ceto. Può dirsi con tutta ragione, che i Fiorentini, e gl'Aretini sembravano fratelli da lungo tempo divisi, e che dopo tante vicende fecero nel rivedersi echeggiare l'aria de' teneri sentimenti, che gl'inspi-rava il più sincero, e deciso amore.
Nel giorno seguente in mezzo agl'applausi entrarono in quella Capitale il nostro Sig, Comand. Carlo Schneider, ed il Sig. Golon. Cav. Gio. Batista Albergo tti con di* versi de' nostri Dragoni. Vi entrarono pure li Sig. Baron Cav. Priore Carlo Albergo tti, e Gap. Lorenzo Romanelli membri rispettabili di questo Supremo Gov. Pro wis. con questo Sig. CanceU. Magg. Mazzini. Indicibile fu la comune allegrezza nel vederli, indicibili le. accoglienze. 11 Popolo arrivò all'entusiasmo di staccare i Cavalli dalla: loro Carrozza, e trascinarla a braccia al loro Alloggio. Maggiori dimostrazioni avrebbero essi ricevute, se la rara loro modestia non lo avesse impedito.