Rassegna storica del Risorgimento
AREZZO ; GIORNALISMO
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1939
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pagina
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800
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800 Ugo Santa Maria
CAPITOLAZIONI DELLA CITTA DI PERUGIA
Risposte
Art. I. La Città dovrà essere resa alle Troppe Austro Aretine dalle mani della Guardia nazionale
Art. H. Le Persone, e le Proprietà saranno rispettate dalle dette Troppe; per gli Individui, che erano dell'opinione contro noi, sono cose politiche. *
Art. IH. Secondo le persone, ed il luogo, ove vogliono andare, sarà accordato tutto.
Art. IV. Quelli, che hanno preso le Armi contro di noi, saranno trattati con tutta romanità, ma queste sono cose militari, e faremo quello, che sarà giusto, e necessario. Riguardo agli equivoci si è parlato abbastanza chiaro.
Art. V. - Si riferisce al 3.
Art. VI. Saranno messi in luogo di sicurezza tutti quelli che saranno creduti necessari, fino a che non sarà sistemato il Governo, e che non giustificheranno la loro condotta, assicurandoli, che in qualunque maniera le loro proprietà, e la loro vita sarà rispettata.
Art. VII. - Come io sono assicurato dalla lettera del Comandante della Piazza, e Fortezza, e dalla responsabilità dei Deputati, che non sarà dalla Cittadella agito ostilmente contro la Città, cosi io assicuro di non agire dalla Città contro la Fortezza.
Dal quartiere Generale di Pian di Massiauo questo di 3. Agosto 1799, a ore 11 e mezzo (a. m.).
Schneider Generale.
V.
Esaminiamo ora se la Gazzetta fa davvero necessaria al movimento e come potè contribuire utilmente al suo sviluppo.
Il breve e significativo commento del giornale alla Capitolazione della fortezza di Siena non sarà sfuggito al lettore. In quella superiore necessità di lasciare dopo la vittoria i mietitori insorgenti alla loro opera pacifica, piuttosto che di prendere ancora sul serio il generale Ballet ed i suoi cinquecento francesi rifugiatisi nella fortezza, è riposta tutta l'anima semplice e profonda del movimento popolare.
Il concetto è pratico, ma non è privo di incontenibile fierezza contadina, che l'estensore si compiace di mettere in evidenza.
Alle insurrezioni antifrancesi, del resto, i loro detrattori più partigiani ve ne sono anche oggi non han potuto mai negare il carattere plebeo e di massa. La questione è stata oramai largamente studiata e risoluta dalla critica storica moderna (basterebbe per tutte ricordare l'opera magistrale di N. Rodolico). Specialmente dei due più