Rassegna storica del Risorgimento

AREZZO ; GIORNALISMO
anno <1939>   pagina <802>
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fflgo Santa Maria
il Corpo d'occupazione francese *) valsero ad esercitare, anche in. mi-nima parte, sulla borghesia e sul popolo quel magico potere d'attra­zione che polarizzò, qualche mese prima, con la presenza dei Francesi, le classi colte del Mezzogiorno. Si ebbe, invece, l'effetto opposto.
Cbainpionnet. raggiunta la capitale borbonica, vi si era accanto­nato presidiandola col suo grosso. Quasi tutte le provinole del Regno di Napoli non ebbero, perciò, subito a soffrire per il peso ed i malanni dell'esercito francese 2) ed il movimento giacobino locale, magnetiz­zatosi, aveva potuto dare libero sfogo ai propri entusiasmi ed alle proprie iniziative, senza il freno delle inevitabili delusioni prodotte dalla occupazione straniera. In Toscana l'invasione francese si svolse con aspetto radicalmente contrario: non gravitò su di un solo punto di applicazione, ma si diffuse uniformemente in superficie. E dopo al­cuni giorni non vi fu paese del Granducato che non fosse travolto nella scìa larga e profonda di odi e maledizioni sollevata dalle rapine, dalle sopraffazioni e dalle violenze dei crociati della libertà. *) Molt'acqua
1) Questo Corpo, inviato dal generale Sehérer ad occupare il Granducato, fu costi­tuito soltanto dalla divisione Gaulthier su due brigate (Vignolle e Miollis), alla quale era aggregata la la mezza brigata di fanterìa cisalpina (Severoli). Quest'ultima si diresse subito a Livorno, distaccando un battaglione (Rougier Gillo) a Massa di Carrara, mentre il Gaulthier entrava il 25 marzo in Firenze, e, quattro giorni dopo.il generale Vignolle, a capo di poco più di 500 uomini, s'impossessava di Siena (ZÀNOLI AMSSAN-DKO. Stilla Milizia Cisalpina Italiana: Cenni storico-statistici dal 1796 al 1814, Milano. per Borroni e Scotti, 1845, voi. IT, p. 9). Da questi nodi si provvide senza indugio a tutti i distaccamenti minori, e la Toscana intera si trovò, cosi, ben presto di fronte alla dura realtà dell'invasione straniera.
2) Cfr. F. GRAZIOLI, La Battaglia di Rivoli, 14-15 gennaio 1797, Firenze, Felice Le Mounier, 1925, p. 105; dove è tratteggiato con vivace sintesi il bassissimo tono di moralità e di disciplina dell'Armata d'Italia.
3) È noto che la democratizzazione della Toscana fu l'ultima intrapresa terri­toriale dell'Armata d'Italia e la prima del generale Sehérer, rinnovato suo capo (10 marzo), ed è noto anche che l'invasione doveva, fra l'altro, servire a rifornire la stessa Armata dei mezzi fondamentali di sostentamento e di danaro. Per conoscere, poi, quali fossero le spaventose condizioni d'indigenza e di bisogno in cui versava a quel­l'epoca l'Armata d'Italia, cfr. l'interessante nota editoriale a pag. 101, tomo XLX, della prima edizione italiana della Istoria della Repubblica Fraìicese, di A. F. DESO-DOAHS, Genova, Stamperìa Delle Piane, 1799-1800. Su 100.000 quintali di grano, pari, a 100.000 razioni per giorno, non un sacco fu consegnato dai fornitori Ouvrard e Boissonaud ! Alla fine dell'anno VII l'Armata non aveva più né abiti, né cappotti, uè scarpe: il Direttorio spedi soltanto 6000 abiti, nessun cappotto, 30.000 camicie e 12.000 paia di scarpe. Solo la spoliazione doveva provvedere, come infatti provve­de ttc, a sopperire a tali bisogni. Ben altri, invero, erano stati i suggerimenti che aveva da Firenze inviati il Cacault, fin dal 1794, al Ministero degli Esteri: L'Arméefrancnise ne devrait janxais compier sur Ics sabsiateuces de la Toscane . E si che egli propo­neva d'inviarvi un esercito di osservazione forte di 15.000 uomini, avendo ancora e tura di prevenire che in Toscana l'on y rccueille de quoi faire subsister le
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